mercoledì 6 ottobre 2021

Una seconda vita per i Borghi



Dare una seconda vita ai borghi italiani e ai piccoli centri storici a rischio di spopolamento. È l’obiettivo del progetto voluto da Giancarlo Dall’Ara, che oggi conta nella Penisola circa 250 strutture, e altre in Giappone, Croazia, Albania, Spagna, Stati Uniti e Svizzera, dove i turisti beneficiano di un’esperienza di ospitalità fondata su sicurezza, assenza di affollamento e contatto diretto con la natura.


Lo scorso gennaio Cnn l’ha celebrato come soluzione d’hôtellerie perfetta per il periodo post-Covid. È l’albergo diffuso, un modello di ospitalità Made in Italy all’interno dei borghi, centri abitati che non rappresentano destinazioni di massa ma luoghi inseriti in contesti naturali dove la ressa è scongiurata. 

«Anche quest’anno, nonostante le oggettive criticità derivate dalla pandemia, da giugno a metà settembre la stagione è andata molto bene» – ha concluso Dall’Ara – «i numeri, circoscritti a questo periodo, sono paragonabili e anche superiori a quelli del 2019. Contiamo entro ottobre di inaugurare la prima esperienza di albergo diffuso in Albania. Abbiamo fondato un’associazione di alberghi diffusi in Giappone, dove esistono già diversi esempi di ospitalità di questo tipo, e in Svizzera, terra in cui i piccoli borghi, proprio come quelli italiani, soffrono del fenomeno dello spopolamento, è pronto a spalancare le porte il primo albergo diffuso del paese. Durante il periodo del Covid abbiamo anche ripreso rapporti con la Croazia, unica insieme all’Italia ad aver sviluppato una norma specifica su questa soluzione alberghiera. Una terra dove contiamo di sviluppare ed allargare questa esperienza, soprattutto in Istria». 

Ringrazio Elena Scalambrin dell’AD Borgomaro per la bella testimonianza e così pure Sabrina Demichele e tutti gli amici dell’AD di Monopoli, anch’essi intervistati da Riccardo Liguori (complimenti per l’articolo!)

https://www.linkiesta.it/2021/09/albergo-diffuso-italia-turismo-ambiente/

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