domenica 6 dicembre 2020

Ospitalità diffusa: esempio del turismo che verrà

 


Un esempio del turismo che verrà (dopo il Covid)

by Valentina Taccone

Ospitalità Diffusa (OD), come la comunità diventa modello di turismo. E come cambierà la fruizione turistica. Lenta e sostenibile, fuori da ogni centro affollato. Era questa l’ipotesi dell’offerta di viaggio ideale venuti fuori dal primo lockdown, anche se l’incertezza ha frenato l’evoluzione. E ancora, ora, si cammina a passo di elefante.

Il Progetto, dall’archittetura al Social Eating

Così si fanno avanti iniziative sperimentali Bisos, una pianificazione di ospitalità diffusa su una struttura ricettiva di tipo orizzontale. Bisos, o meglio Bisos Ospitalità diffusa ecosostenibile. O per dirla ancora meglio, è un progetto che si sviluppa a Paulilatino, al centro della Sardegna, nel cuore della piazza principale del comune, residenza della famiglia Urgu. Là è presente una struttura che accoglie storie, persone e tradizioni: una sintesi del turismo sostenibile. Padre di questa idea progettuale che mette in connessione comunità e territorio, è Francesco Urgu, di professione bioarchitetto. Nella proposta di turismo sostenibile, si uniscono infatti archeologia, ambiente e natura: i pilastri culturali di una comunità. Tra le proposte di aggregazione e scambio culturale, si fa avanti il Social Eating ovvero come si può fare turismo a tavola. Ed ecco che s’imbandisce un’esperienza gastronomica e culturale autentica con i prodotti e piatti tipici locali e soprattutto di poter vivere un’esperienza unica a stretto contatto con persone del luogo.


La Bioedilizia come modello sostenibile

Restaurazione e bioedilizia, possono convivere? È la domanda che emerge nella nostra epoca. Bisos, nell’esperienza che Impakter Italia sta raccontando, ha seguito le indicazioni. L’intento è stato mantenere la struttura originale e rimodulare l’edificio con i principi della bioedilizia, con l’utilizzo di soli materiali naturali ed ecologici. E così, palazzo Urge è riconosciuta come una dimora storica NZEH ovvero “Nearly Zero Energy Hotel” che, tradotto, significa energia pari a zero. Quasi.  Tutto questo grazie all’utilizzo dell’energia fossile che non emettono nell’ambiente né polveri e nemmeno CO2.


Sistemi ‘caldo – freddo’ innovativi ed eco-friendly

Le strutture ricettive sostenibili devono dotarsi così di un impianto per ogni stagione. Di riscaldamento e di raffrescamento radiante a basse temperature, alimentato da una pompa di calore. L’aria ha un riciclo costante grazie ventilazione meccanica controllata a recupero di calore, che consente un buon tasso di umidità con bassissima anidride carbonica. Per la produzione di acqua calda sanitaria, funziona un sistema a pompe di calore con risparmi energetici notevolissimi.


articolo integrale qui: https://www.impakter.it/turismo-sostenibile-bioarchitettura-social-eating/

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