domenica 4 ottobre 2020

Parliamo di borghi e Alberghi Diffusi


Parliamo di borghi: sono una scommessa per ricominciare, perché?
Oggi le sensibilità di chi si appresta a viaggiare sono cambiate, e il tema della sostenibilità è molto più sentito di prima, assieme al bisogno di ambienti naturali, di sicurezza e di luoghi senza ressa. I borghi e i piccoli centri sono la proposta più coerente rispetto a questa domanda. Dunque potrebbe essere davvero l’anno dei borghi, ad alcune condizioni però: nei borghi c’è molto da fare, chi vive nei paesi sa bene che, oltre ai punti di forza, ci sono spesso anche molti punti di debolezza (accessibilità, centri storici con case disabitate, spopolamento, carenza di servizi…). Dunque la grande occasione dei borghi, compresi naturalmente quelli sulla costa, non sarà automatica, ma dipenderà da progettualità, strategie, competenze, insomma è necessario un percorso originale di sviluppo che non sia la copia di quanto è stato fatto nelle grandi città e nelle località del turismo dei grandi numeri. A questo proposito mi sembra che a fronte di una consapevolezza diffusa di quali siano i trend in atto che riportano in primo piano i borghi, non vedo altrettanto impegno nel varare nuove progettualità per non perdere le opportunità che si profilano. Forse questo accade perché il tema dei borghi è sempre stato affrontato con un certo snobismo: i borghi sono storicamente stati confinati nel cosiddetto turismo minore, ma una ricerca dell’Associazione Borghi più belli d’Italia relativa al 2018, mostra come in un campione di 260 borghi esaminati i posti letto siano circa 70mila, in circa 7 mila attività che hanno sviluppato complessivamente 12milioni di pernottamenti, il 37% stranieri. ”Un po’ più della presunta marginalità” ha commentato giustamente il Presidente Fiorello Primi. Ora, per avere il quadro della situazione e delle opportunità, dobbiamo pensare che in Italia i borghi sono circa 20mila! Ecco perchè io penso che sia necessario varare un grande progetto nazionale di lancio dei borghi italiani. Non penso alla solita “campagna di comunicazione” penso piuttosto a interventi non più rinviabili sul “prodotto” e sulla qualità della vita. 
Dalla intervista di Cristina Cossu a Giancarlo Dall’Ara

Gli Alberghi Diffusi chiedono al Governo provvedimenti specifici

Alberghi diffusi: una soluzione vincente per l'hospitality?
In un periodo complesso per il settore turistico e dell'accoglienza, l'associazione Alberghi Diffusi punta a far riscoprire i territori del nostro paese attraverso interi borghi-hotel. In occasione dell'apertura dell'albergo diffuso San Leo in Emilia-Romagna ci confrontiamo con il presidente dell'associazione Giancarlo Dall'Ara

Tra le strutture ricettive che hanno già riaperto o stanno riaprendo in questi giorni ci sono anche gli alberghi diffusi. Si tratta di strutture che occupano non un unico grande edificio, come l’albergo tradizionale, ma diversi e più piccoli edifici, all’interno dei quali si trovano le camere e le sale comuni. Queste strutture sono situate in un luogo raccolto, solitamente un borgo o anche una villa padronale con più dependance, un monastero o un convento convertito ad albergo, anche case sparse in campagna. Si tratta di luoghi dove trovare pace e tranquillità, all’insegna del turismo slow.

“L’idea di offrire ai turisti un soggiorno non convenzionale, legato ai tempi e agli stili di vita locali, che potesse essere un punto di partenza per esperienze autentiche e sostenibili nel territorio, è stata il motore propulsore grazie al quale ha preso vita il nostro albergo diffuso nel 2002”. Intervista a Michele Lucarelli animatore dell’AD La Piana dei Mulini (CB) 

4 Ristoranti: intervista a Luca Maffei dell’albergo diffuso Montagna Verde, vincitore dell’ultima puntata 

L'albergo diffuso Sotto le Cummerse sul Telegraph 
The best bed and breakfasts in #Puglia, for true Italian charm in characterful settings https://www.telegraph.co.uk/travel/destinations/europe/italy/puglia/articles/best-bed-and-breakfasts-puglia/?WT.mc_id=tmg_share_tw

A San Leo arriva l'albergo diffuso, un'impresa ricettiva formata da più stabili, che sono però in mano alla stessa gestione. L'amministrazione comunale di San Leo ha incentivato l'apertura del primo albergo diffuso, che ora sarà al centro di un servizio della trasmissione di Rai News 24"cammina Italia" in onda il 23 maggio. Il giornalista Alfredo Di Giovanpaolo, alla ricerca di "Strategie turistiche al tempo del Covid-19", intervisterà Francesca Berardi, socia di San Leo Albergo Diffuso, su "La riscoperta dei borghi antichi". 

L’albergo Diffuso è l'unico modello di ospitalità che non abbiamo importato, ma esportato. Sotto la nostra guida, alberghi diffusi sono sorti in Danimarca, Svizzera. In Giappone è nata un'associazione gemella alla nostra e tutti", anche quei paesi dove la nostra lingua appare davvero impervia, "hanno mantenuto la dicitura in italiano 'Albergo diffuso'".

Alberghi diffusi: cosa sono?

L’albergo diffuso si sviluppa all’interno di un paese o di un borgo in diverse strutture e locali che in genere non sono lontane più di 200 metri da quella che ospita la reception. Possono essere case o camere ed il più delle volte offrono gli stessi servizi di un albergo (la colazione in camera per esempio). Altre volte essendo case ristrutturate all’interno di centri storici di particolare bellezza, sono fruibili come un appartamento. L’idea è quella di un paese albergo. Il primo ad averla fu proprio Giancarlo Dall’Ara alla fine degli anni ’70.

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