lunedì 3 febbraio 2020

Le origini dell'Albergo Diffuso

Articolo del 1989 (Il Resto del Carlino) che descrive il progetto dell'Albergo Diffuso di Giancarlo Dall'Ara

Le origini dell’albergo diffuso nella Tesi di Laurea di Silvia Di Bernardo 

“Il concetto di albergo diffuso nasce in Carnia (UD) a seguito del terremoto che nel 1976 distrusse gran parte dei caseggiati e degli edifici del Friuli Venezia Giulia. L’idea iniziale era quella di trovare una fruibilità turistica delle costruzioni ristrutturate ma lasciate vuote, che permettesse una rivitalizzazione dell’economia locale attraverso la valorizzazione degli edifici sottoutilizzati e delle tradizioni architettoniche, pertanto si cominciò a delineare questo modello di albergo orizzontale in grado di attirare turisti e visitatori nei centri storici e nei borghi dei territori rurali. Il termine venne utilizzato per la prima volta nel 1982 in riferimento ad un progetto di valorizzazione turistica del borgo di Comeglians (UD) (“Progetto Pilota Comeglians”, diretto in veste di consulente esperto di turismo e di ospitalità alberghiera da Giancarlo Dall’Ara) dove venne poi formalmente costituito nel 1999, con l’obiettivo di creare «un sistema per gestire il territorio, promuoverlo, animarlo, organizzare e coordinare varie attività nel settore turistico, ambientale e artigianale in modo da valorizzare il comprensorio montano locale» (Droli, contenuto in Marangon e Troiano, 2013, p.97). 
Inizialmente, nei primi anni ’80, l’idea si diffonde con dei progetti teorici di studio il cui fine era quello di utilizzare le case vuote ed abbandonate per offrire servizi di ospitalità ai turisti, attirando flussi in aree montane disabitate. Il focus iniziale era soprattutto sul prodotto, poiché ci si concentrava su come valorizzare turisticamente un determinato sito rurale, invece che costruire un’offerta partendo dalle esigenze della domanda, interessata sempre più all’esperienzialità e all’autenticità dei borghi. I primi anni, dunque, hanno visto la diffusione del termine “albergo diffuso” ma non l’effettiva implementazione di un relativo modello di ospitalità originale e caratteristico (Dall’Ara, 2010). 
Uno dei primi progetti, oltre a quello di Comeglians, capaci di affermare l’idea e il concetto di albergo diffuso è quello di San Leo in Montefeltro (RN) del 1989, che prevedeva la possibilità di utilizzare appartamenti e case situate nei pressi della piazza principale, fornita di bar e servizi commerciali, da cui nacque l’ipotesi di avviare una gestione alberghiera di tali abitazioni. In questo progetto del 1989 vengono rappresentati per la prima volta i requisiti chiave della nuova tipologia ricettiva (Dall’Ara, 2010, p. 22): 
·                -  gestione unitaria della struttura; 
·                -  offerta di servizi alberghieri per tutti gli ospiti alloggiati negli edifici presenti in 
un piccolo centro storico; 
·                -  creazione di un ambiente e di un’atmosfera autentici, prevedendo anche 
arredamenti ed allestimenti in linea con lo stile architettonico locale. 
Fino agli anni ’90, però, il modello non trova concreta attualizzazione. I motivi che ne hanno ritardato l’effettiva realizzazione sono diversi, primo fra tutti quelli di tipo normativo: in Italia, infatti, la prima norma che riconosce da un punto di vista legislativo l’albergo diffuso è del 1998 (legge regionale n.27 del 12 agosto 1998, Regione Autonoma della Sardegna). Oltre a questo ostacolo, si presentavano anche complessità di tipo culturali, resistenze legate alla proprietà frammentata degli abitati, e della scarsa volontà da parte dei proprietari di investire in soluzioni ritenute così innovative. Inoltre era sempre presente il problema legato alla messa a punto e al perfezionamento del modello, in modo da giungere all’affermarsi di una formula condivisa ed utilizzabile in diversi contesti territoriali. 

Silvia Di Bernardo 
“Valorizzazione turistica del territorio rurale. Un Progetto di albergo diffuso”
Università Ca’ Foscari Venezia
Corso di Laurea Magistrale in marketing e comunicazione

AA 2012-2013

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