mercoledì 14 ottobre 2020

2020 l'anno degli Alberghi Diffusi


 

Rai 1 “Soliti Ignoti”: Amadeus spiega cosa è un albergo diffuso e lo definisce correttamente “un albergo orizzontale” (minuto 2.36 (21 settembre 2020)

https://www.raiplay.it/video/2020/09/Soliti-Ignoti---Il-Ritorno-7798d03c-eb54-4346-a839-a0e05109916d.html

 

Hidden Hotels

There is little new about the depopulation of rural villages — youngsters have long yearned for the excitement that bright city lights promise. Conversely, city folk are increasingly seeking respite from the urban hustle in provincial hideaways, hoping to find tranquillity in a simpler life. It’s a dynamic that Giancarlo Dall’Ara seized on in the 1980s, when he had the idea of converting some of Italy’s abandoned villages into places to stay. Rather than conventional hotels, these would be alberghi diffusi — “scattered hotels”— with a central reception and dining area, and guest rooms dispersed among various historic properties in the village. The alberghi are restored throughout in authentic local style, and guests feel immersed in the community. Some 40 different alberghi diffusi now dot Italy, with other countries such as Switzerland and France adopting similar schemes. The concept has spread to the mountains too, and now it’s not just old hamlets being converted — there are also newly built hotels spreading out among smaller chalets. The joy of settling down by a roaring fire after a day in the snow, feasting on hearty mountain food, is all the greater in a sleepy hamlet rather than a busy and generic mainstream resort. 

Here are six of the best.

https://www.ft.com/content/ab6bd24c-9010-11e6-8df8-d3778b55a923

 

Borghi da salvare: case a 1 euro e ruolo degli Alberghi Diffusi "Recuperare il patrimonio, incentivare il turismo e scongiurare lo spopolamento: è la filosofia alla base dell’iniziativa delle case a un euro. Dal Piemonte alla Sicilia numerosi borghi, per lo più di piccole dimensioni, che non vogliono rassegnarsi allo spopolamento e all’abbandono degli edifici storici hanno valutato di adottare una strategia di investimento in un progetto di dismissione mirata del patrimonio immobiliare storico, offrendo di vendere le case al prezzo simbolico di 1 euro."

https://pickline.it/2020/09/11/turismo-borghi-da-salvare-il-progetto-delle-case-a-1-euro/

 

Albergo Diffuso: the Golden Moment

The model of the albergo diffuso invites the discerning, COVID-19 cautious consumer into disparate buildings within a fully-functioning community.

As the summer holidays of 2020 wrap up, a lackluster but earnest tourist season has done more for tourism research than many previous seasons combined. Through navigating the to go/not to go crises, mass tourism was replaced on an expedited timeframe by the discerning tourist who gives considerable weight to external conditions. On the spectrum of sustainable tourism, traveling with COVID-19 looming in those scenic backdrops pushed us one giant step forward to the proliferation of the new tourist approach — the albergo diffuso, a mindset that we had only been inching towards previously.

The search for authenticity

As the tourist of today distances themselves from the tourist of yesterday, the search for authenticity was the driver that pushed us to seek cultural value woven throughout our travels, not just in the finite borders of cultural institutions that we day-visited. Every moment became an opportunity for cultural exchange, as the model of ‘tourist’ strained more towards ‘traveler’. This ‘new tourist’ looked differently in different places of course, as authentic experiences purportedly carried the intrinsic flavor of the local community and the land.

And authenticity has received a boost; now coupled with non-discriminatory public health preferences, visiting a locale may mean off-season, small groups, and alternative accommodations. Convincing us that the back door is the right door has never been easier.

Now is perhaps the golden moment to inject further momentum into one tourism revolution in particular that has already gained traction: the albergo diffuso. 

A hotel which is not built

As is common with the most culturally rich ideas, albergo diffuso is best left untranslated, the term itself embodying the creed that it professes. The movement’s creator and founder, tourism marketing professor Giancarlo Dall’Ara, describes the concept best through the cover art of a free e-book available for download in Italian and English

Articolo originale qui: 

https://italicsmag.com/2020/09/14/authentic-tourism-during-covid-19-the-case-for-the-albergo-diffuso/

 

Ripartono le iniziative in Giappone per fare conoscere la proposta degli Alberghi Diffusi. E' in linea il primo appuntamento

https://tuttaadi1.peatix.com/?fbclid=IwAR3maK8taMQL-_u37pUJe0pPIY0W_zVGoGrfnbsUAnaYn9-rYkSPnGngEMk

 

La Piana dei Mulini: albergo diffuso in un parco fluviale dove rigenerarsi e incontrare il #Molise vero https://bussoladiario.com/2020/08/la-piana-dei-mulini-albergo-diffuso-in-un-parco-fluviale.html #albergodiffuso 

 

Sardinna Antiga è un eco villaggio sostenibile che si trova sulla costa nord est della Sardegna. Si tratta di un albergo diffuso, nato dal recupero di un antico villaggio di pastori abbandonato e ormai in rovina.

Il villaggio è stato ricostruito grazie alla partecipazione degli anziani e del MiBACT.

Questo recupero ha permesso di riscoprire la tradizione e la cultura locale, ricorrendo a materiali naturali e locali: pietra a secco, rami di legno per la copertura, canne e frasche. Le strutture sono realizzate tramite travi e pilastri ricavati da tronchi di albero, mentre le pareti del rivestimento esterno sono a secco. Il rivestimento interno, invece, è composto da uno strato di canne e poi rivestito da un intonaco in terra cruda.

https://www.infobuildenergia.it/approfondimenti/hotel-mondo-sostenibili-costruiti-materiali-naturali/

 

Vivere come un pastore sardo

Sardinna Antiga è un albergo diffuso nel cuore autentico della Sardegna, realizzato recuperando le antiche capanne dei pastori nuoresi. Sette ettari di macchia mediterranea, vigneto e oliveto biologici, orto sinergico e un laghetto compongono un angolo di paradiso incontaminato. All’interno del villaggio il tempo sembra essersi fermato agli anni Settanta, quando le abitazioni sono state abbandonate. E per vivere un’esperienza da perfetto hippy basterà mettere nel cassetto anche l’orologio e seguire la parabola del sole. Le abitazioni dal tipico tetto in paglia ogni giorno vengono rifornite di acqua di fonte servita in anfore di terracotta e prodotti bio per la cura del corpo. La colazione è con prodotti equosolidali e biologici. Anche la biancheria è realizzata artigianalmente dalle tessitrici di Mogoro (Su Trobasciu), utilizzando filati naturali colorati con erbe di campo. Per una completa esperienza disintossicante, all’interno del villaggio il fumo è bandito e i cellulari non sono graditi. Poco distante si trovano il paese di Santa Lucia, un piccolo borgo di pescatori che affaccia sul mare, e la spiaggia di Capo Comino con le sue spettacolari dune di sabbia.

https://www.linkiesta.it/2020/09/aspettare-lalba-in-una-botte-di-vino/

 

Albergo Diffuso Saragano, un’oasi di relax tra benessere e buona cucina, con una vista panoramica unica sulle colline umbre, offre un servizio a 5 stelle con uno stile giovanile, accogliente ed un lusso informale alla portata di tutti https://www.iltamtam.it/2020/09/20/aethos-saragano-unoasi-di-relax-tra-benessere-e-buona-cucina/?cn-reloaded=1

 

Un articolo storico sull’Albergo Diffuso di Cristina Nadotti, su Repubblica, 11 marzo 2005

https://www.repubblica.it/2003/l/sezioni/weekend/weekendarticoli/albergodiffuso/albergodiffuso.html

 

domenica 4 ottobre 2020

Parliamo di borghi e Alberghi Diffusi


Parliamo di borghi: sono una scommessa per ricominciare, perché?
Oggi le sensibilità di chi si appresta a viaggiare sono cambiate, e il tema della sostenibilità è molto più sentito di prima, assieme al bisogno di ambienti naturali, di sicurezza e di luoghi senza ressa. I borghi e i piccoli centri sono la proposta più coerente rispetto a questa domanda. Dunque potrebbe essere davvero l’anno dei borghi, ad alcune condizioni però: nei borghi c’è molto da fare, chi vive nei paesi sa bene che, oltre ai punti di forza, ci sono spesso anche molti punti di debolezza (accessibilità, centri storici con case disabitate, spopolamento, carenza di servizi…). Dunque la grande occasione dei borghi, compresi naturalmente quelli sulla costa, non sarà automatica, ma dipenderà da progettualità, strategie, competenze, insomma è necessario un percorso originale di sviluppo che non sia la copia di quanto è stato fatto nelle grandi città e nelle località del turismo dei grandi numeri. A questo proposito mi sembra che a fronte di una consapevolezza diffusa di quali siano i trend in atto che riportano in primo piano i borghi, non vedo altrettanto impegno nel varare nuove progettualità per non perdere le opportunità che si profilano. Forse questo accade perché il tema dei borghi è sempre stato affrontato con un certo snobismo: i borghi sono storicamente stati confinati nel cosiddetto turismo minore, ma una ricerca dell’Associazione Borghi più belli d’Italia relativa al 2018, mostra come in un campione di 260 borghi esaminati i posti letto siano circa 70mila, in circa 7 mila attività che hanno sviluppato complessivamente 12milioni di pernottamenti, il 37% stranieri. ”Un po’ più della presunta marginalità” ha commentato giustamente il Presidente Fiorello Primi. Ora, per avere il quadro della situazione e delle opportunità, dobbiamo pensare che in Italia i borghi sono circa 20mila! Ecco perchè io penso che sia necessario varare un grande progetto nazionale di lancio dei borghi italiani. Non penso alla solita “campagna di comunicazione” penso piuttosto a interventi non più rinviabili sul “prodotto” e sulla qualità della vita. 
Dalla intervista di Cristina Cossu a Giancarlo Dall’Ara

Gli Alberghi Diffusi chiedono al Governo provvedimenti specifici

Alberghi diffusi: una soluzione vincente per l'hospitality?
In un periodo complesso per il settore turistico e dell'accoglienza, l'associazione Alberghi Diffusi punta a far riscoprire i territori del nostro paese attraverso interi borghi-hotel. In occasione dell'apertura dell'albergo diffuso San Leo in Emilia-Romagna ci confrontiamo con il presidente dell'associazione Giancarlo Dall'Ara

Tra le strutture ricettive che hanno già riaperto o stanno riaprendo in questi giorni ci sono anche gli alberghi diffusi. Si tratta di strutture che occupano non un unico grande edificio, come l’albergo tradizionale, ma diversi e più piccoli edifici, all’interno dei quali si trovano le camere e le sale comuni. Queste strutture sono situate in un luogo raccolto, solitamente un borgo o anche una villa padronale con più dependance, un monastero o un convento convertito ad albergo, anche case sparse in campagna. Si tratta di luoghi dove trovare pace e tranquillità, all’insegna del turismo slow.

“L’idea di offrire ai turisti un soggiorno non convenzionale, legato ai tempi e agli stili di vita locali, che potesse essere un punto di partenza per esperienze autentiche e sostenibili nel territorio, è stata il motore propulsore grazie al quale ha preso vita il nostro albergo diffuso nel 2002”. Intervista a Michele Lucarelli animatore dell’AD La Piana dei Mulini (CB) 

4 Ristoranti: intervista a Luca Maffei dell’albergo diffuso Montagna Verde, vincitore dell’ultima puntata 

L'albergo diffuso Sotto le Cummerse sul Telegraph 
The best bed and breakfasts in #Puglia, for true Italian charm in characterful settings https://www.telegraph.co.uk/travel/destinations/europe/italy/puglia/articles/best-bed-and-breakfasts-puglia/?WT.mc_id=tmg_share_tw

A San Leo arriva l'albergo diffuso, un'impresa ricettiva formata da più stabili, che sono però in mano alla stessa gestione. L'amministrazione comunale di San Leo ha incentivato l'apertura del primo albergo diffuso, che ora sarà al centro di un servizio della trasmissione di Rai News 24"cammina Italia" in onda il 23 maggio. Il giornalista Alfredo Di Giovanpaolo, alla ricerca di "Strategie turistiche al tempo del Covid-19", intervisterà Francesca Berardi, socia di San Leo Albergo Diffuso, su "La riscoperta dei borghi antichi". 

L’albergo Diffuso è l'unico modello di ospitalità che non abbiamo importato, ma esportato. Sotto la nostra guida, alberghi diffusi sono sorti in Danimarca, Svizzera. In Giappone è nata un'associazione gemella alla nostra e tutti", anche quei paesi dove la nostra lingua appare davvero impervia, "hanno mantenuto la dicitura in italiano 'Albergo diffuso'".

Alberghi diffusi: cosa sono?

L’albergo diffuso si sviluppa all’interno di un paese o di un borgo in diverse strutture e locali che in genere non sono lontane più di 200 metri da quella che ospita la reception. Possono essere case o camere ed il più delle volte offrono gli stessi servizi di un albergo (la colazione in camera per esempio). Altre volte essendo case ristrutturate all’interno di centri storici di particolare bellezza, sono fruibili come un appartamento. L’idea è quella di un paese albergo. Il primo ad averla fu proprio Giancarlo Dall’Ara alla fine degli anni ’70.

martedì 22 settembre 2020

Hidden Hotels

 



There is little new about the depopulation of rural villages — youngsters have long yearned for the excitement that bright city lights promise. Conversely, city folk are increasingly seeking respite from the urban hustle in provincial hideaways, hoping to find tranquillity in a simpler life. It’s a dynamic that Giancarlo Dall’Ara seized on in the 1980s, when he had the idea of converting some of Italy’s abandoned villages into places to stay. Rather than conventional hotels, these would be alberghi diffusi — “scattered hotels”— with a central reception and dining area, and guest rooms dispersed among various historic properties in the village. The alberghi are restored throughout in authentic local style, and guests feel immersed in the community. Some 40 different alberghi diffusi now dot Italy, with other countries such as Switzerland and France adopting similar schemes. The concept has spread to the mountains too, and now it’s not just old hamlets being converted — there are also newly built hotels spreading out among smaller chalets. The joy of settling down by a roaring fire after a day in the snow, feasting on hearty mountain food, is all the greater in a sleepy hamlet rather than a busy and generic mainstream resort. 

Here are six of the best.

https://www.ft.com/content/ab6bd24c-9010-11e6-8df8-d3778b55a923

mercoledì 16 settembre 2020

Gli Alberghi Diffusi su Vanity Fair

 


Riprendiamo di seguito una parte dell'articolo di Francesca Masotti: "Una casa indipendente in un borgo storico, nessuna folla, i servizi di un hotel: l’Albergo Diffuso è in grado di garantire un soggiorno in sicurezza. Ne abbiamo parlato con Giancarlo Dall’Ara, presidente dell’Associazione Nazionale Alberghi Diffusi

Dobbiamo ripensare interamente il nostro modo di viaggiare. In attesa di capire quali saranno i prossimi sviluppi nel settore turistico, gravemente colpito dalla crisi, l’Italia delle vacanze può ripartire dagli Alberghi Diffusi. Un’occasione unica per (ri)scoprire gli angoli più remoti del Bel Paese e, contemporaneamente, rispettare la regola del distanziamento sociale.

Cos’è un «albergo diffuso»? È un albergo che non si costruisce, ma nasce in un piccolo borgo mettendo in rete case preesistenti, vicine tra loro. Una delle case diventa il luogo di accoglienza dove gli ospiti si registrano e trovano servizi e spazi comuni. Le altre, invece, diventano le camere dell’albergo. Come è nata l’idea? Il piano di riconvertire i borghi disabitati all’accoglienza turistica, è nato in Carnia negli anni Ottanta dopo il terremoto che nel 1976 sconvolse il Friuli e lasciò spopolati molti paesini. L’albergo diffuso si è configurato poi negli anni ’90 come una proposta di ospitalità originale, diversa dagli hotel o dai resort, nata per sviluppare il turismo nei borghi, senza snaturarli ma organizzando l’esistente. «Il tratto, forse, più peculiare dell’albergo diffuso è rappresentato dal fatto che le case che lo compongono devono trovarsi in mezzo a case abitate dai residenti: l’ospite più che turista deve sentirsi residente, seppur temporaneo». A parlare è Giancarlo Dall’Ara presidente dell’Associazione Nazionale Alberghi Diffusi e ideatore di questo modello di ospitalità.

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Distanziamento sociale. Divieto di assembramento. Limitazioni allo spostamento. Se si pensa a una vacanza influenzata da questi concetti, come sarà quella prossima, l’albergo diffuso può essere una soluzione?

Gli alberghi diffusi hanno tutte le carte in regola per rispondere a queste aspettative perché sorgono in contesti vicini alla natura, dove non c’è ressa, e le case che li compongono sono state costruite in passato per i residenti, non per i turisti, dunque mantengono tutti quei requisiti ai quali, dopo il lockdown fatichiamo a rinunciare. In generale l’ospitalità diffusa è una proposta molto coerente rispetto a questa domanda. Questo sviluppo però non sarà automatico, perché non tutti i borghi in Italia sono pronti o hanno risolto i loro punti di debolezza. Occorre avviare un percorso originale di sviluppo dei centri minori italiani che, facendo tesoro anche dei limiti delle destinazioni turistiche “di massa”, possano dare vita ad una proposta autentica, sostenibile e di fascino per tutti.

 

In Italia i borghi storici che stanno soffrendo l’abbandono sono tanti: trasformarli in alberghi diffusi potrebbe essere una soluzione per evitare il loro depauperamento?

Il modello dell’albergo diffuso ha dimostrato che è possibile recuperare una parte degli edifici abbandonati in un centro storico per ospitare turisti, creando occupazione e reddito per i locali e stimolando altre attività come il commercio e l’artigianato, oltre che la produzione di prodotti locali. L’albergo diffuso, però, non è un modello applicabile ovunque. Funziona se i piccoli centri non sono completamente disabitati; in quei casi prima di aprire un AD bisogna pensare ad un progetto di ripopolamento, perché senza residenti la formula dell’AD, cioè quella di vivere lo stile di vita del luogo, viene a mancare.

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Quali prospettive e sfide future?

Da diversi anni siamo impegnati nell’internazionalizzazione del modello dell’albergo diffuso. Lo scorso anno è nata la prima Associazione di alberghi diffusi all’estero, in Giappone, dove esistono già diverse realtà “diffuse”, due portali online specializzati e molti progetti. Il 5 maggio scorso sono iniziati i lavori di ristrutturazione delle case del primo albergo diffuso in Svizzera, a Corippo, e speriamo che dopo la crisi che stiamo vivendo possano diventare operativi il primo albergo diffuso tedesco a Mainbernheim, in Baviera, e il primo albergo diffuso in Albania a Dhoksat, la cui apertura era in programma nei primi mesi di quest’anno.


https://www.vanityfair.it/viaggi-traveller/vacanze/2020/08/16/estate-2020-la-nuove-vacanze-negli-alberghi-diffusi

giovedì 3 settembre 2020

Breve storia dell'Albergo Diffuso



Documentario nel quale si ripercorre brevemente la storia dell'albergo diffuso, presentato per la prima volta a Campobasso nel 2004, in occasione del primo convegno nazionale degli Alberghi Diffusi realizzato grazie al Patto del Matese, e distribuito assieme ad un libro, curato da me, sul fenomeno degli AD in Italia.


Il progetto di San Leo, del quale parlo nel documentario, fu realizzato per conto dell'Amministrazione Comunale che in quegli anni aveva come sindaco Luigi Ciucci, fu presentato sia alla cittadinanza che alla stampa (ne parlarono tra gli altri sia il quotidiano Il Resto del Carlino - 14 aprile 1989, v. immagine qui sotto -  che il settimanale Il Ponte). Il progetto purtroppo non poté essere realizzato a causa dell'eccessivo frazionamento delle proprietà individuate, e dei vincoli di legge (all'epoca non esisteva nessuna legge sull'albergo diffuso).






Il mio primo libro sull'AD è stato pubblicato nel 1995 e conteneva il progetto - poi realizzato - di un AD a Bosa, in Sardegna. Il libro è stato stampato a Rimini su incarico della Comunità Montana che ha provveduto a distribuirlo a tutti i soggetti interessati a Bosa e nel Marghine Planargia.



Già nei primissimi anni '80 però avevo indicato l'AD (concetto che non avevo ancora modellizzato) in un lavoro fatto per conto della Regione Emilia Romagna e relativo alla Val d'Enza, che fu poi pubblicato. Il libro dal quale è tratta l'immagine che vedete qui sotto, è in assoluto il primo testo pubblicato che contiene un tentativo di definizione dell'Albergo Diffuso 



qui sotto la copertina del libro che contiene l'ipotesi di progetto dell'AD per la Val d'Enza



E nel 1987, all'interno di un lavoro realizzato per conto del Comune di Vitulano, avevo formulato una ipotesi di Albergo Diffuso, oggetto della mia relazione al convegno "Quali progetti per il turismo verde nelle zone interne" (presente l'Assessore regionale della Campania Eduardo Del Gado e l'assessore al turismo di Vitulano, Gianvincenzo Simiele).




Nel 1992, in uno studio realizzato per conto della Confesercenti regionale dell'Emilia Romagna avevo inserito l'AD tra i "nuovi modelli possibili". 



Segnalo che, nella mia intervista contenuta nel video in alto, confondo una data: il progetto dell'albergo diffuso a San Leo (il primo in assoluto con tutte le caratteristiche del modello dell'albergo diffuso) non è del 1998, ma risale a 10 anni prima: 1988/1989.
Il 1998 è comunque una data importante nella storia dell'albergo diffuso, perché è la data della prima legge sull'AD (Regione Sardegna, v. immagine qui di seguito). Il 1998 può essere considerato l'anno di nascita "ufficiale" del modello dell'AD, riconosciuto formalmente per la prima volta da una Regione.


A proposito dell'importanza del 1998 nella storia dell'AD, segnalo due seminari che "accompagnarono" dibattito e approvazione della legge della Regione Sardegna:







Chi volesse saperne di più sulla storia dell'albergo diffuso può leggere il mio Manuale dell'Albergo Diffuso edito da Franco Angeli.

Un altro post su questo tema: 14 aprile 1989 una data storica per l'albergo diffuso