lunedì 10 agosto 2020

Breve storia dell'Albergo Diffuso La Pietra Antica

 

"Avevo iniziato a studiare Biologia a Pisa – racconta Davide Santi – ma non era la mia strada e così ho mollato. Decisivo è stato l'incontro con Giancarlo Dall'Ara, il "creatore" del modello di ospitalità dell'Albergo Diffuso. Era il 2012 e la mia famiglia stava ristrutturando la casa dei nonni che è diventata la struttura principale del mio progetto. Poi da due anni ho preso in gestione il Rifugio Isera nel Parco Nazionale dell'Appennino Tosco Emiliano".

L'Albergo Diffuso La Pietra Antica è dislocato a Corfino frazione di "villeggiatura" del comune di Villa Collemandina (Lucca), a due passi dal Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano.

"È un tipo di accoglienza speciale – spiega Davide – un po' casa e un po' albergo. Un modello di ospitalità per chi vuole vivere la quotidianità di un paesino come Corfino. Non è facile, però tanti cercano questa soluzione e penso che questa tendenza andrà migliorando. C'è una maggior cura del cliente, questo fa la differenza".

Infatti, oltre ai normali servizi da struttura ricettiva, cui si aggiunge l'info point del Parco Nazionale, sono tante le attività che Davide propone ai suoi ospiti: escursioni, pernottamenti in alpeggio, raccolta libera dei prodotti del sottobosco, passeggiate in mtb o a cavallo, ciaspolate, caccia fotografica, cene tipiche e visite in tutta l'area circostante. Davide non è solo, ha con sé la famiglia, la sua forza.

"Papà Riccardo è pensionato e un grande appassionato di escursioni. Quando arrivano i clienti, li cattura con le sue storie e con le sue foto. Poi c'è mamma Daniela che ha un panificio e mio fratello Michael che a breve aprirà un'azienda agricola. Infine Francesca, la mia compagna, veterinaria e guida escursionista, ha dato un valore aggiunto".

 (Luca Dini) http://www.parks.it/news/dettaglio.php?id=60957

martedì 21 luglio 2020

E' l'Albergo Diffuso il simbolo dell'ospitalità italiana




Gli alberghi diffusi sono il simbolo dell’ospitalità italiana

Gli alberghi diffusi sono il simbolo dell’ospitalità italiana
Gli Alberghi Diffusi sono un modello di ospitalità made in Italy, 
hanno un nome che resta in italiano anche quando viene utilizzato all’estero;
sono una proposta sostenibile che non crea impatto ambientale;
sono una proposta autentica, non “turistica”, che propone il territorio e i suoi prodotti;
sono un modello di sviluppo “a rete”, che genera cioè filiere e sistemi di offerta;
sono imprese alberghiere che offrono lo stile di vita dei borghi;
e che si caratterizzano per una gestione non standard; 
sono un modello di successo, con le radici culturali nel nostro paese; 
riconosciuto nei mercati esteri come veicolo della filosofia dell’ospitalità italiana.
GD

mercoledì 15 luglio 2020

il turismo nei borghi, un trend in crescita


I borghi rappresentano storicamente il tratto distintivo dell’offerta turistica del nostro paese. Ma di questo non vi è sempre stata consapevolezza. 
In Italia non meno di 20mila borghi hanno tutte le carte in regola per poter ospitare turismo grazie alle loro bellezze storiche o naturali, all’ambiente e agli scenari, alla loro posizione, alla loro cultura ospitale. Nei borghi ci sono piccoli musei che spesso non hanno nulla da invidiare a quelli delle grandi città d’arte, per non parlare delle botteghe artigiane e dei prodotti enogastronomici. Nei borghi è nato l’unico modello di ospitalità “made in Italy”: l’albergo diffuso. Ma fino ad oggi non sempre i borghi sono riusciti a farsi notare per le risorse che possiedono. 
L’immagine veicolata è ancora spesso collegata solo a problemi atavici quali lo spopolamento, l’assenza di giovani, l’accessibilità…
La novità è però nel fatto che oggi si è aperto un nuovo Scenario: le sensibilità di chi si appresta a viaggiare sono cambiate rispetto al recente passato, e il tema della sostenibilità è molto più sentito di prima, assieme al bisogno di ambienti naturali, di sicurezza e di luoghi senza ressa. I borghi e i piccoli centri sono la proposta più coerente rispetto a questa domanda che si può sintetizzare in poche parole chiave: “natura, spazio, sicurezza”. 
Dunque il 2020 potrebbe essere davvero l’Anno dei Borghi! Ad alcune condizioni però. Nei borghi c’è ancora molto da fare, chi vive nei paesi lo sa bene che, e la grande occasione dei borghi non sarà automatica, ma dipenderà da progettualità, strategie, competenze, insomma è necessario un percorso originale di sviluppo che non sia la copia di quanto è stato fatto nelle grandi città e nelle località del turismo dei grandi numeri. 
In altri termini io penso che i borghi debbano avere il coraggio di essere “borghi fino in fondo”.
E se fino ad oggi il tema dei borghi è stato affrontato con un certo snobismo, e i borghi sono stati confinati nel cosiddetto “turismo minore”, un po’ di responsabilità è anche di chi ha voluto importare acriticamente nei borghi modelli e servizi pensati per altri luoghi. 
Una ricerca dell’Associazione Borghi più belli d’Italia ha rilevato come in un campione di 260 borghi esaminati i posti letto erano circa 70mila, in circa 7 mila attività che hanno sviluppato complessivamente 12milioni di pernottamenti, il 37% stranieri. 
Riporto questi dati perché resto convinto che condizione necessaria per il rilancio dei borghi debba essere una consapevolezza diffusa della realtà (che non è affatto marginale), e del valore della proposta dei borghi; una consapevolezza che deve riguardare Istituzioni, operatori economici e residenti. Una consaopevolezza ed un orgoglio indispensabili per dare vita a proposte e servizi che siano frutto non tanto della cultura turistica, quanto piuttosto della cultura borghigiana, fino in fondo.
Giancarlo Dall’Ara 
Presidente Associazione Nazionale Alberghi Diffusi 
(pubblicato sulla rivista Savé di Forgaria nel Friuli)

lunedì 6 luglio 2020

L'ultima puntata di 4 Ristoranti vinta da un Albergo Diffuso


L'ultima puntata di "4 Ristoranti" è stata vinta da Luca Maffei che gestisce assieme a Barbara, l'Albergo Diffuso "Montagna Verde" con il "miglior ristorante in un borgo della Lunigiana". Complimenti!


venerdì 26 giugno 2020

Ripartire dagli Alberghi Diffusi - rassegna stampa


Nell’estate della crisi, l’Italia delle vacanze può ripartire dagli Alberghi diffusi

Un soggiorno in sicurezza? Una casa indipendente in un borgo storico e i servizi di un hotel. L'intervista a Teresa Cremona

Un albergo diffuso è un albergo che non si costruisce, ma che nasce mettendo in rete case che già c’erano. Spesso gli alberghi diffusi nascono in piccoli o minuscoli borghi storici, qualcuno quasi inabitato. Quella che anche un giornalone come il Times ha definito come “trovata semplice e al tempo stesso geniale” è nata in Italia, e dopo un evento terribile come un terremoto. Analogie con l’oggi... pensiamoci.
Il sisma è quello che nel 1976 ha segnato il Friuli, e negli anni '80 arriva l’idea di riconvertire all’ospitalità case e borghi disabitati della Carnia. Nel 1982 nasce il progetto pilota Comeglians, portato avanti da un gruppo di lavoro che si avvaleva della consulenza di Giancarlo Dall’Ara, di fatto l’ideatore di questo modello di ospitalità. Ma solo negli anni '90 si è arrivati a capire bone di cosa parliamo ancora oggi. Così, in coda al progetto del piano di Sviluppo Turistico di Marghine Planargia, in Sardegna, sono nati a Bosa e a Santulussurgiu i primi veri “Alberghi diffusi”, con edifici vicini tra loro, e la possibilità per gli ospiti di avere garantiti tutti i servizi alberghieri, compresi gli spazi comuni. 
https://www.touringclub.it/notizie-di-viaggio/nellestate-della-crisi-litalia-delle-vacanze-puo-ripartire-dagli-alberghi-diffusi/immagine/6/l-albergo-diffuso-di-comeglians-foto-alpifvg-it


Bisos Albergo Diffuso in Sardegna

L’albergo diffuso ou, en français, « hôtel disséminé », propose des chambres éparpillées ici et là dans de vieilles maisons restaurées au cœur de villages anciens.
Ce type d’hôtellerie révolutionnaire a vu le jour en Italie. Il a contribué à redonner vie à des dizaines de villages moribonds dans le respect de l’environnement, en évitant de construire de nouvelles structures. Inscrit dans la mouvance du tourisme expérientiel, il permet aux clients de se mêler à la vie quotidienne des villageois dans des lieux authentiques. L’albergo diffuso s’impose comme un mode d’hébergement original en même temps qu’un modèle de développement touristique. Le concept a été développé par Giancarlo dall’Ara, maintenant président de l’Associazione Naziolale Albeghi Diffusi, qui regroupe une cinquantaine d’établissements tenus de respecter les mêmes normes que les hôtels au chapitre de la taille des chambres, et de la nécessité d’avoir un lieu dédié à la réception.
http://www.planetmonde.com/blog/blog13156?fbclid=IwAR0M-AWTA5z9scVfiIKHKWQY0e_yZEiEIQzyrehZW9VHRsEHLb4uRMu-Lds

Alberghi Diffusi, a way to live as a local in the most beautiful italian villageshttps://ecobnb.com/blog/2013/11/alberghi-dffusi-hotels-italy/

Un articolo del The Sunday Times del 2018: Our expert guide to Puglia
It’s our region of the year. Here’s how to get straight to the best bits of Italy’s laid-back heel
di Julia Buckley
https://www.thetimes.co.uk/article/our-expert-guide-to-puglia-ltf52j38n

Tra le esperienze di viaggio Slow Turism, ci sono alcune tipologie di alloggio che combaciano perfettamente con la filosofia del turismo lento: in particolare, si tratta di alberghi diffusi, gli agriturismi e i bed&breakfast, che permettono al viaggiatore di sentirsi maggiormente coinvolto nel tessuto locale oltre a rendere il soggiorno più sostenibile rispetto al turismo di massa. Tra questi, gli alberghi diffusi sono una novità nel panorama turistico italiano: si tratta di immobili abbandonati all’interno di un borgo, che vengono recuperati e adibiti a mo’ di alberghi, ma resi unici dall’informalità dei proprietari che abitano il posto. Ci si troverà così ad assaggiare i prodotti tipici locali fatti in casa, visitare gli orti coltivati come un tempo o sorseggiare un amaro (rigorosamente locale!) gentilmente offerto dagli abitanti del borgo.
https://glambnb.com/2020/03/31/slow-turism-la-rinascita-delluomo-a-contatto-con-la-natura/

Ecco un articolo “storico” sugli AD. E’ del 2007: This time we would like to tell you about a new accomodation facility that will give you the opportunity to be alternative tourists this summer: the widespread hotel.
The widespread hotel can be defined as a “horizontal accomodation facility”, generally situated in an old town centre, with rooms and bathrooms placed in different buildings, (even if one close to another), which refer to the same reception.
Giancarlo Dall’Ara, who is the promoter of this new formula for the tourist market, points out that the widespread hotel is particularly suitable for villages and little towns that are characterized by old town centres of artistic and architectural interest.
In this way, these centres can restore and develop some of their old closed and unused buildings and, at the same time, they can avoid building new structures for solving the problem of the tourist accomodation capacity.
In short, it looks as if the widespread hotel is becoming a new way of being tourists. In Italy several plans have already been opened in order to create some places with these features. You will find a list of the reference places on the site that is constantly kept up-to-date.
In our opinion the widespread hotel could be a different way, for the tourist, to get in a close contact with the local people and organize his own holiday to improve his knowledge about the history, art, and culture of the territory that he wishes to visit.
March 1st, 2007
http://www.italyculture.it/2007/03/01/the-%E2%80%9Cwidespread-hotels%E2%80%9D-a-new-way-to-go-on-holiday/

Albergo diffuso translates as ‘scattered hotel’. The idea is that rooms, decorated in a thoroughly authentic and local style, are scattered around the historic centre of a town but overseen by one manager with a common reception area, bar and lounge area. A traditional breakfast is served at a local cafe or delivered to your room.
http://albergo-diffuso.blogspot.it/2012/08/live-like-local-in-italian-albergo_7.html]

Anche secondo Legambiente Valle d’Aosta bisogna puntare sull’ospitalità diffusa
«sarà utile sostenere le forme di ospitalità che meglio rappresentano l’accoglienza tipica delle nostre montagne, gli alberghi medi e piccoli provati dal distanziamento sociale e a rischio di chiusura. A tal fine vanno promosse anche forme di cooperazione e scambio tra operatori, creazione di reti di ospitalità (albergo diffuso, paese albergo eccetera), già sperimentate, in modo episodico, anche in Valle. In questo modo si potrà non solo ripartire, ma anche migliorare, ponendosi come realtà pioniera nella riconversione sostenibile dell’economia».—
https://www.bobine.tv/2020/05/01/valle-aosta-legambiente-ripartenza-fase-2-coronavirus-economia-turismo-costruzioni-politica/


地震による被災から
地域再生を狙う手段だった
アルベルゴ・ディフーゾ協会(Adi)によると、現在イタリア全土だけでも120近いホテルが分散型を採用しているという。その起源には、1976年イタリア北部を襲った大地震による被害が関係していた。
この年、ヴェネチアの北東部を地震が襲い、特に被害の大きかったフリウリ=ヴェネツィア・ジュリア州では、住人が家を捨て町を離れていくケースも少なくなかったそう。
震災復興の資金として地域に割り当てられた予算をどう使うかを決める会議の場で、観光マーケティング学者だったGiancarlo Dall’Araの案で、あるじを失った空き家を客室とし、村全体をアコモデーション施設とする、地域再生計画が採用された。のちのアルベルゴ・ディフーゾとなったのは言うまでもない。
https://tabi-labo.com/279426/albergodiffuso?utm_source=tw&utm_medium=social&utm_campaign=05_tw_share