martedì 19 marzo 2019

Benvenuto "Bisos"




Vi propongo un post di Chiara Floris, scritto in occasione dell’inaugurazione a Paulilatino di “Bisos”, progetto di ospitalità diffusa.
“Un giorno di qualche anno fa, quando Francesco me ne parlò per la prima volta, questo progetto sembrava davvero unu bisu. Da allora è stato cullato e coccolato, qualche volta bistrattato, un paio di volte maledetto ma fondamentalmente è stato molto amato. E così è cresciuto. Bisos - Sogni, in lingua sarda- è un'idea di ospitalità diffusa eco sostenibile e credo profondamente che possa essere una di quelle realtà di cui le nostre zone hanno bisogno per poter continuare a vivere e garantire un futuro alle nuove generazioni. Nel nostro piccolo, possiamo fare tanto.
Detto questo, non posso che ringraziare Franco per avermi coinvolta fin dal primo momento con tutto il suo entusiasmo e aver visto in me la giusta "padrona di casa", grazie :-)
Credo inoltre che un grosso grazie debba essere riservato a chi, tanti anni fa, con lungimiranza e autentica cognizione del senso di ospitalità, ha dato vita all'idea di "albergo diffuso": Giancarlo Dall'Ara. Ascoltarti e imparare da te è stato sempre un immenso piacere, grazie <3
Ma grazie soprattutto a chi, praticamente, ha trasformato Bisos in realtà: grazie a chi ha demolito, ricostruito, intonacato, imbiancato; a chi ha steso gli impianti, a chi ha passato fili, cavi, tubi e chi più ne ha più ne metta; a chi ha pitturato, ristrutturato, sverniciato, verniciato o riverniciato; a chi ha pulito, ripulito e ripulito ancora; a chi ha creato qualcosa che non c'era.
Buona vita Bisos <3”
Chiara Floris

mercoledì 13 marzo 2019

L'albergo diffuso unisce Italia e Giappone



Il 7 maggio è in programma il primo appuntamento internazionale degli Alberghi Diffusi: a Termoli si incontreranno l’Associazione Nazionale degli Alberghi Diffusi italiani e l’Associazione nazionale degli alberghi diffusi giapponesi. L’incontro “bilaterale” ha lo scopo di fare il punto sullo sviluppo del modello dell’Albergo Diffuso in Giappone e di delineare strategie di sviluppo comuni. La delegazione giapponese sarà composta da una decina di operatori e gestori di alberghi diffusi. 
All’interno del progetto di internazionalizzazione dell’albergo diffuso, modello di ospitalità made in Italy, è prevista in giugno una conferenza stampa in Giappone, organizzata dagli Alberghi Diffusi giapponesi, alla quale parteciperà l’Associazione italiana degli Alberghi Diffusi. 


giovedì 14 febbraio 2019

Nuova rassegna stampa sull'Albergo Diffuso



This “diffused hotel” movement has played a big role in preserving ancient towns and structures, the businessman-conservationist told the Times, “Tourism screws up the identity of a place… The only way to solve this contradiction is to make sure you are obsessive about the identity of the place.”
https://www.dmarge.com/2019/02/ancient-italian-town.html

Die Entdeckung der Lentezza
Italien im Sommer 2019 entschleunigt genießen – „verstreute Herbergen“ in kleinen Dörfern machen es möglich

Um die Zukunftsaussichten junger Generationen ist es in urbaneren Gegenden weit besser bestellt als auf dem Land. Kein Wunder also, dass sie ihre heimatlichen Bergdörfer zugunsten der Städte scharenweise verlassen. Die Folge: Wachsender Leerstand und zunehmender Verfall der mitunter unter Denkmalschutz stehenden Gebäude. Um dem entgegenzuwirken und die historischen Dörfer vor dem Aussterben zu bewahren, hat der italienische Tourismusberater Giancarlo Dall’Ara das Konzept Albergo diffuso entwickelt – das über den Ort verteilte Hotel. Die Idee dahinter ist, die Attraktivität der Bergdörfer mittels Aufwertung für Touristen zu steigern und so die Landflucht der verbliebenen Einwohner einzudämmen. Die Touristen kommen dabei nicht einfach in Hotels unter, sondern werden zu einem Teil der Kommune. Statt neue Resorts hochzuziehen, werden die vorhandenen Gebäude umgenutzt und Touristen in unbewohnte Häuser einquartiert, die zu Unterkünften umfunktioniert worden sind. Die Besucher sollen sich so als Teil der Kommune fühlen und selbstverständlich auch die lokalen Angebote einheimischer Restaurants oder Einkaufsmöglichkeiten nutzen.
https://onlinemarketing.de/news/the-italian-sabbatical-mit-airbnb-fuer-3-monate-nach-italien

Albergo diffuso Torre Soca: una Tesi di Laurea

Anche nel borgo di Maze, in Giappone, si sta progettando l'apertura di un albergo diffuso https://umeseko.com/en/albergo-diffuso

Esa patronal presenta al profesor Giancarlo Dall’Ara como el creador del concepto del 'albergo diffuso'. Se acuñó para definir un modelo de alojamiento que ofrece a los huéspedes una experiencia en el centro histórico de una ciudad o en un pueblo, con alojamiento en casas o habitaciones situadas en un radio de 200 metros con respecto al edificio que acoja el "corazón" del complejo, donde estarán la recepción, la conserjería, las instalaciones de restauración y otras zonas comunes. La asociación distingue ese término de la noción más genérica a la que se hace referencia con la expresión 'scattered hotel' (hotel disperso), que no implica necesariamente que el establecimiento esté ubicado en un lugar de especial interés cultural o paisajístico.


Qui New York, vi raccontiamo come sta andando il Travel Show per l’Irpinia con l'AD Di Castelvetere http://www.orticalab.it/Qui-New-York-vi-raccontiamo-come

Sciare in Alto Molise,  sull’Appennino più nevoso d’Italia e soggiornare nell'albergo diffuso http://www.spettacolinews.it/sciare-in-alto-molise-sullappennino-pi-nevoso-ditalia-20190182083.html#.XELiX_en2c4.twitter


Der Reiseveranstalter Dertour besondere Unterkünfte in sein Programm aufgenommen: Bei den sogenannten #AlberghiDiffusi handelt es sich um verstreute Herbergen deren Zimmer auf ortstypische Häuser kleiner Dörfer verteilt sind https://www.travel4news.at/138803/die-entdeckung-der-lentezza-slow-tourism-in-italien/

domenica 3 febbraio 2019

Albergo diffuso in Italia. Tesi di Laurea di Francesco Gabriele De Paola


Dopo un’attenta analisi del modello di ospitalità ricettiva “albergo diffuso”  vorrei fare il punto su tutto ciò che  è stato trattato in questo elaborato.
Quando parlo di questo modello mi piace definirlo  “progetto” perché questa è la giusta direzione per un turismo responsabile che offre un’opportunità di sviluppo sostenibile del territorio. Parlo di progetto in quanto è un tipo di programma che ha ampi margini di espansione e miglioramento. Non gli viene attribuito il giusto peso che meriterebbe, in quanto potrebbe essere un modello di rilancio dei centri minori del nostro paese. Scrivendo questa tesi mi è capitato, per pura curiosità, di chiedere a persone se conoscessero questa tipologia di ricettività e la stragrande maggioranza delle risposte ha avuto esito negativo. Capisco bene che la materia “turismo” possa non interessare a tutti, e che magari se avessi scelto un percorso di studi differente nemmeno io sarei venuto a conoscenza dell’albergo diffuso. Inoltre pur essendo un modello di recente sviluppo, è poco trattato sia dai media, sia in ambito turistico. Alla base c’è il rispetto dell’ambiente il quale è un tema attuale,  è un argomento importante perché è un’occasione per scoprire dei luoghi mettendo in luce  le piccole cose, quelle di tutti i giorni alle quali i residenti sono abituati ma i visitatori no.
Sono svariate le ragioni per le quali il numero di alberghi diffusi è ancora ridotto, rispetto all’enorme potenziale del nostro paese. In primis gli ostacoli normativi : anche se l’albergo diffuso è regolato in tutte le regioni Italiane, quasi la metà delle regioni non ha un regolamento attuativo e questo impedisce la nascita di strutture che offrendo l’ospitalità in case preesistenti, riescano a garantire tutti i servizi alberghieri.
Un altro motivo è l’assenza di un’adeguata consapevolezza del modello “ Albergo Diffuso” spesso confuso con altre forme di ospitalità come il paese albergo, o degli affittacamere sparse qua e là. In terzo luogo un’altra incognita è la carenza di misure di incentivazione specifica, o di permessi di carattere urbanistico che diano la possibilità a chi voglia intraprendere questa attività di poter conservare l’offerta anche dal punto di vista strutturale.
In conclusione, questo è il giusto percorso  verso il turismo sostenibile di cui tutti parlano e in particolar modo entrerà di diritto in quel turismo definito di lusso  non dal punto di vista economico ma dal lato dell’autenticità, dell’esperienza e dell’esclusività dell’offerta.
A differenza degli alberghi tradizionali, l’albergo diffuso permette di vivere in spazi, in strutture ed in edifici che sono diversi da quelli spazi progettati appositamente per la categoria “turisti”. E’ sicuramente un modello di ospitalità unicamente Italiano, motivo questo per il quale l’associazione nazionale degli alberghi diffusi chiede di non tradurre il nome “ albergo diffuso” come noi facciamo con i modelli di ospitalità estera ( B&B , Residence, Hotel ,…). E’ un  modello apprezzato dagli ospiti, per la maggior parte stranieri che si sentono a casa quando possono godere di un patrimonio storico, artistico e paesaggistico come quello dell’Italia. E’ in grado di promuovere le piccole comunità locali e tutto ciò che ne fa parte (enogastronomia, territorio, tradizioni) e sicuramente permette di conoscere ed apprezzare la cultura del luogo che si è scelto di visitare, non superficialmente ma ponendosi degli interrogativi a riguardo. L’Italia ha una ricchezza ambientale dotata di siti dichiarati patrimonio dell’umanità  dell’UNESCO e di importanza comunitaria.
Penso ai miei piccoli ma sentiti viaggetti in particolare nel sud Italia, ed oltre all’esaltazione che provavo la sera prima di partire per andare alla ricerca di posti inesplorati, penso non ci sia appagamento maggiore  nel portarmi dietro quegli attimi, quelle sensazioni, quei colori e quelle emozioni. Alla genuinità delle persone, ai sorrisi, alla passione che ci mettono nell’affrontare la quotidianità non sempre facile senza perdersi d’animo. Porte sempre aperte, cordialità e spirito di collaborazione. Alla voglia di raccontare e trasmettere il loro vissuto, con gli occhi malinconici ma sempre con il sorriso.
Questo forse è il vero patrimonio di un paese, la storia, fatta di esperienza reali, le tradizioni, tramandate da tante generazioni, i ricordi, indelebili. Per me “viaggiare” non è  solo andare oltre i confini europei,  è anche conoscere le radici del mio paese. Significa sfogliare album di fotografie e vedere i cambiamenti,  ripercorrendo vicoli e stradine piene di significato.
Negli ultimi anni stanno avanzando iniziative atte a valorizzare, promuovere e dare vita a zone totalmente dimenticate. Sono convinto che anche l’ultimo paesino della Calabria più nascosta avrebbe da insegnarci qualcosa.
Quando sento parlare di piani di recupero penso che ci sia un gran da fare e che forse, riflettendoci  prima, avremmo potuto leggere sui Giornali “Italia, maggior paese per vocazione turistica”. Ci sono oleifici, cantine vinicole, mulini, panifici, terreni coltivati a cereali, vigneti, uliveti, agrumeti, antiche attività artigianali (sartorie, falegnamerie, botteghe, miniere) che costituiscono un patrimonio di inestimabile valore e che non sono valorizzati nel contempo .
Allora perché non creare una rete che colleghi tutte queste attività/tradizioni nella speranza di regalare al turista qualcosa di unico, di “lussuoso” appunto,  che difficilmente dimenticherà?
Dalle conclusioni della Tesi di Laurea di Francesco Gabriele De Paola "Albergo diffuso in Italia: una nuova dimensione per il turismo di lusso?", Università degli Studi dell'Insubri, AA 2017 - 2018