mercoledì 6 novembre 2019

L’Albergo Diffuso come strumento di sviluppo economico sostenibile delle aree interne




“L’Albergo Diffuso come strumento di sviluppo economico sostenibile delle aree interne: i casi “Munta e Cara” e “Torre Soca”.
Tesi di Laurea di Lidia Andreoli (Sintesi) 
Università IULM di Milano Sessione Novembre 2019
L’obiettivo del mio elaborato è quello di valutare l’AD quale strumento di sviluppoeconomico sostenibile delle aree interne, prendendo in esame due esperienze presenti sul territorio. 
Il punto di partenza del mio elaborato è stata la situazione italiana, la quale presenta gravi problematiche dovute alla scarsa attenzione del territorio da parte delle politiche nazionali e locali che ha permesso la diffusione di due fenomeni molto rilevanti. Lo spopolamento ed il dissesto idrogeologico, quest’ultimo interessa ben 7.275 comuni, ovvero la stragrande maggioranza. Una Pianificazione sostenibile e trasversale potrebbe essere una soluzione a tali fenomeni, un esempio di tale pratica è l’Albergo Diffuso, modello di ospitalità made in ItalyIl quale si basa sul concetto di sviluppo orizzontale, creando una rete tra strutture preesistenti in un centro storico con potenzialità attrattive, sviluppandosiin contesti vivi ed autentici in grado di far sentire il turista un residente temporaneo.
L’AD mostra dei punti di forza come il target a cui si rivolge o la possibilità di rispondere ad esigenze eterogenee, in grado di generare crescita economica e coesione sociale durantetutto l’arco dell’anno rilanciando le tradizioni, il territorio e anche i prodotti enogastronomici. L’esperienza dell’AD ha pero dei fattori negativi, sono i costi mediamente più elevati, non solo per quanto riguarda gli investimenti iniziali di ristrutturazione che devono comunque rispettare i vincoli architettonici che tutelano i centri storici ma anche i costi della gestione corrente dei diversi immobili che causano moltiplicazioni di costi e diseconomie gravose sull’attività. Il problema principale è sicuramente l’assenza di una normativa nazionale omogenea, in tal senso fondamentale è il ruolo dell’Associazione Nazionale AD.
I casi di Albergo Diffuso presi in considerazione sono; l’AD Munta e Cara localizzato nel borgo medievale di Apricale in Liguria e l’AD Torre Soca situato a Lovere, in Lombardia. L’analisi ha riguardato; la storia del borgo e dello stesso AD, le risorse del territorio, il mercato e ampio spazio all’analisi dei canali di comunicazione e degli strumenti IT.    
Al termine, ho potuto riscontrare molteplici differenze tra le due esperienze. Prima tra tutte, il diverso ruolo del settore pubblico: nel primo caso Munta e Cara è stato fin da subito sostenuto da un bando regionale a fondo perduto, grazie ad una buona normativa regionale ligure in vigore. 
La situazione lombarda è invece molto diversa, manca un regolamento attuativo che permetta agli imprenditori di operare in tale settore senza incorrere in forme ibride. Ulteriori differenze sono riscontrabili nello stile scelto per l’AD ma anche nelle dimensioni: Munta e Cara dispone di 40 camere mentre Torre Soca appena 9. Lovere si trova sul lago in un contesto urbanizzato mentre, Apricale su una collina isolata, entrambi i borghi hanno una storia molto importante che ha lasciato segni indelebili sul territorio e molteplici riconoscimenti.
Le due strutture hanno però in comune una cosa, sono nate entrambe dalla volontà di persone originarie del borgo, con lo scopo di valorizzare il loro territorio attraverso una visione originale e sostenibile. 
Aver osservato le differenze dei due casi mi ha permesso di capire come queste differenze siano l’essenza stessa dell’AD. Ogni struttura deve essere diversa dall’altra perché legata alla storia e alla cultura del territorio di appartenenza, così da offrire all’ospite un’esperienza unica e indimenticabile. 
Inoltre mi ha permesso di comprendere come questa esperienza italiana nata ormai quasi 30 anni fa non sia ancora così conosciuta e supportata, benché le strutture prese in esame siano in grado di sostenersi autonomamente e incentivino la collaborazione tra i soggetti pubblici e privati. In tal modo contribuiscono a rivitalizzare il territorio e favoriscono lo sviluppo di un turismo sostenibile nelle aree interne. L’AD è a mio avviso la tipologia di ricettività che più si adatta a sviluppare turismo sostenibile nelle aree interne del nostro paese ed è auspicabile che venga organicamente normata e opportunamente sostenuta.

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