domenica 2 ottobre 2016

Cosa fa l'ENIT per promuovere gli Alberghi Diffusi?


Intervista Turismo & Attualità a Giancarlo Dall’Ara, presidente Associazione Nazionale Alberghi Diffusi www.alberghidiffusi.it

Dalla nascita e diffusione del progetto Albergo diffuso, qual è la situazione italiana oggi per numero, qualità ed effetti sul turismo sostenibile?
Oggi gli alberghi diffusi in Italia sono circa 120, di questi 13 sono in Sardegna, prima regione italiana ad aver riconosciuto l’albergo diffuso come un modello di ospitalità originale, distinto dagli altri; un modello “alberghiero”, non dunque una semplice rete di case, ma una impresa concepita per sviluppare il turismo sostenibile nei borghi del nostro Paese, offrendo tutti i comfort di una sistemazione alberghiera.
Gli altri Alberghi Diffusi si trovano prevalentemente nel centrosud del paese, sono di meno le realtà attive nelle regioni del nord, Toscana a parte.
Direi che gli effetti principali di questo sviluppo siano quattro: con l’AD è stata rilanciata l’idea che il borgo italiano sia a tutti gli effetti un prodotto turistico, un luogo nel quale andare per rimanerci più di mezza giornata; con l’AD si è posto un freno allo spopolamento dei borghi. Grazie all’AD, l’Italia ha oggi una proposta destagionalizzata in più da offrire ai mercati; soggiornare in un AD è una proposta interessante in qualsiasi stagione, il suo fascino non è legato alla bella stagione. Infine con gli Alberghi Diffusi è nato finalmente un modello di ospitalità tutto italiano, che mantiene il nome italiano anche all’estero, e che non crea nessun tipo di impatto negativo nel territorio, perché non si costruisce nulla.

Quali le regioni più attive ?
A parte qualche eccezione, le regioni italiane sembrano aver accolto l’idea dell’albergo diffuso controvoglia, emamando normative incomplete, e finendo per complicare la vita di molte imprese. In Friuli la legge autorizza reti di case lontanissime tra di loro a fregiarsi del titolo di “albergo”, e questo è solo uno dei problemi delle normative sull’albergo diffuso. Non è un caso se gli AD siano “solo” 120, a fronte di non meno di 500 progetti di AD. Normative e burocrazia sono state sinora il nostro primo ostacolo.

Nella ulteriore diffusione del progetto avete l’appoggio del Mibact / Enit per la promozione  nei mercati esteri ?  
Fino ad oggi abbiamo fatto tutto da soli. E devo dire che siamo riusciti ad avere una immagine internazionale di tutto rispetto, e un’ottima web reputation. Aggiungo che siamo molto gelosi della nostra autonomia ed indipendenza. Va riconosciuto che il Ministro Franceschini è stato il primo Ministro ad accorgersi dell’esistenza dell’albergo diffuso, e a parlarne, indicandolo come modello importante per lo sviluppo dei borghi. E anche in questa occasione desidero ringraziarlo. Per il resto non abbiamo mai potuto contare su interventi promozionali da parte di Enit o delle regioni. Ma sono ottimista e penso che questo scenario possa cambiare.

Qual è il ruolo dell’associazione ADI da lei Presieduta ?
L’Associazione è nata per valorizzare e difendere il modello dell’albergo diffuso. E credo che oggi si possa dire che non ci sarebbero tanti alberghi diffusi se non fosse stata fondata l’Associazione Nazionale. Oltre alla promozione del marchio e alle relazioni con media e opinion leader, ci occupiano dei rapporti con le Istituzioni e con il Trade, e – nei limiti del possibile - aiutiamo gli alberghi diffusi che vogliono nascere.
In occasione delle nostre Asseblee, tra poco terremo la nostra 19° Assemblea Nazionale, organizziamo anche mini workshop con Tour Operator per promuovere la commercializzazione della nostra offerta.

A che punto è l’internazionalizzazione del progetto?
Dopo due primi esperimenti in Spagna e in Svizzera, la Croazia due anni fa ha emanato una norma sugli alberghi diffusi, ed è stato il primo paese estero a farlo. In luglio abbiamo riconosciuto il primo Albergo difuso in Asia, in Giappone. Abbiamo scommesso molto sull’Asia e soprattutto sul Giappone, che vive problemi simili al nostro paese rispetto al tema dei centri minori, e penso avremo delle soddisfazioni.


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