sabato 14 maggio 2016

Albergo Diffuso: un vero albergo, non un'ammucchiata di case!

Vi propongo questo articolo-intervista di Letizia Palmisano :

Per chi non ne ha mai sentito parlare cosa è un Albergo Diffuso?
È un albergo che non si costruisce “dal nulla” ma nasce mettendo in rete case pre-esistenti, disabitate, ma site in un borgo popolato, allo scopo di offrire agli ospiti tutti i servizi alberghieri. Alcune case vengono utilizzate come camere mentre una di esse diventa il luogo di accoglienza, con gli spazi comuni per gli ospiti e un punto ristoro. In altre parole un albergo diffuso non è una rete di B&B, non è una semplice sommatoria di case, ma un albergo orizzontale e sostenibile.
Quando è stata utilizzata per la prima volta l’espressione “albergo diffuso”? 
Erano i primi anni ’80 ed ero in Carnia per un progetto di formazione e di sviluppo turistico. A quei tempi al termine “albergo diffuso” non corrispondeva una idea chiara relativa ad un modello di ospitalità originale e distinto dagli altri. In altre parole prima è nato il nome poi il modello e ciò è stato possibile grazie ad una riflessione sul significato della parola “albergo” nella storia dell’ospitalità italiana e ad una serie di esperienze e progetti nel Montefeltro e in Sardegna soprattutto. Non a caso è stata proprio la Sardegna, nel 1998, la prima regione italiana a disciplinare l’albergo diffuso come modello di ospitalità originale e distinto dagli altri, accogliendo una mia proposta, a seguito di un progetto di AD fatto a Bosa.
Va chiarito che case sparse che accolgono turisti ci sono sempre state e, ovviamente, non solo in Italia, ma la formula di case che diventano camere e che, in rete, garantiscono agli ospiti tutti i servizi alberghieri, in un borgo vivo e non disabitato (che sarebbe un villaggio turistico), è tutta italiana e per essere realizzata richiede una legge ad hoc.
Esiste una normativa precisa in Italia e uguale nelle singole regioni?
In Italia la regolamentazione dell’attività turistica è di competenza regionale. Tutte le regioni oggi hanno una regolamentazione dell’attività di AD, ma non tutte le norme sono uguali e anzi molte di esse non sono neppure complete. Inoltre diverse normative regionali sono talmente complicate da sembrare scritte apposta per non far nascere alberghi diffusi.
Un anno fa sembrava che il Ministero avrebbe emanato una direttiva per migliorare le varie norme regionali, ma al momento tutto è fermo. Così accade che la maggior parte dei progetti di AD rimanga nel cassetto e molte nuove imprese ospitali muoiano prima ancora di nascere.

se desiderate leggere l'articolo integrale di Letizia Palmisano: ecco il link
http://www.tekneco.it/ambiente/alberghi-diffusi-italia/

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