venerdì 6 novembre 2015

L'Albergo Diffuso fa rinascere i borghi


I borghi abbandonati rinascono con gli alberghi diffusi, amici dell’ambiente
L’albergo diffuso è aperto tutto l’anno, perché propone al turista di vivere il luogo dove dimora temporaneamente come se fosse un abitante autoctono, è sostenibile perché si insedia in edifici esistenti e perché spesso propone prodotti agricoli e artigianali a chilometri zero. Ormai diffuso in tutta Italia, dal Piemonte alla Sicilia, dal Veneto alla Sardegna, è una sorta di hotel orizzontale, con camere e servizi distribuiti in edifici diversi, all'interno di un unico centro storico. «L'albergo diffuso doc – afferma Giancarlo Dall'Ara, presidente dell'Adi, l'associazione che riunisce un centinaio di strutture italiane – è aperto tutto l'anno perché propone al turista di vivere il luogo dove dimora temporaneamente come se fosse un abitante autoctono, è sostenibile perché si insedia in edifici esistenti e perché spesso propone prodotti agricoli e artigianali a chilometri zero». Vivere la vita del borgo in ogni stagione: è il primo comandamento di chi offre questo tipo di ospitalità nei paesi e nelle città dello Stivale. «È la terza via per rianimare i piccoli centri – continua Dall'Ara – spesso abbandonati a causa di un inurbamento che li dissangua. Al contrario delle altre due strade che sintetizzo con due neologismi, museificazione e disneyficazione, questa terza via prevede la presenza dei residenti». Tessuto urbano, sociale ed economico si intrecciano per proposte slow e green che intendono recuperare, mantenere, condividere il genius loci unico e irripetibile nascosto in ogni contrada del Belpaese. 

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