venerdì 7 novembre 2014

Diario di un viaggio all'AD Vecchia Mottola



Quando scegli di fare un viaggio in realtà prendi una grossa decisione.
 Ci sono milioni di posti da visitare, centinaia di culture da ricercare e miliardi di tradizioni da conoscere.
 E quella volta fui davvero coraggiosa.
 Erano le 17 e dovevo scegliere un regalo per il compleanno di Giulio, il mio compagno.
 TripAdvisor, il mio consigliere ufficiale, con qualche giro di click mi porta a Mottola, provincia di Taranto.
 “Puglia? Mmmh…ok, prenoto.”
  L’offerta migliore era quella di un albergo che era sotto la voce di “altra tipologia di hotel”. Senza soffermarmi  su questa voce, senza leggere le informazioni riguardo a questo hotel,  prenoto online una stanza presso Villaggio Vecchia Mottola.
 Stanza per due. Per me e Giulio.
 Se c’è una cosa che odio degli alberghi è la vicinanza delle camere. Ma non pensavo ci fosse un’alternativa!
 Tuttavia la mia sete di viaggio ci portò fino a Bari!
 Pensavo che arrivati nel capoluogo pugliese avremmo guidato un bel po’ prima di arrivare a Mottola.
 Invece dopo meno di mezz’ora,  lungo la strada, scorgo un paese che sembrava spuntare come un fungo.
 Case distribuite su una semicirconferenza. Una poesia che si alzava da terra.
 Google maps , valido cicerone, ci ha portati direttamente nella Piazza principale, e lì vedemmo un bel locale con l’insegna Villaggio Vecchia Mottola. Non vedevo nessun hotel, ma l’insegna non si tradiva.  Adocchiai che l’interno del locale era stupendo: mura bianche e volte che si intrecciavano con una scaffalatura molto particolare ricca di ceramiche e colori vari.
 “Buona sera”, una voce mi riportò alla realtà. Era un uomo anziano che mi chiedeva di cosa avevo bisogno.
 -Cerco l’albergo Villaggio Vecchia Mottola, il navigatore mi ha portato qui. Ma l’albergo dov’è?
 L’uomo mi sorrise: “E’ qui, Signora! Si tratta di un albergo diffuso. Questa è la reception!”
 ‘Albergo diffuso?? Che significa? Ma perché non leggo attentamente le caratteristiche quando faccio acquisti online?? Sarà come la storia delle scarpe che ho comprato il mese scorso su shoponline??Una fregatura??’, pensai.
 La voce dell’uomo riprese “Si tratta di una struttura alberghiera orizzontale, costituita da un gruppo di 13 piacevoli casette distribuite all’interno delle suggestive vie del centro storico. Il mio nome è Osvaldo, con chi ho il piacere di parlare?”
 - Gemma. Quindi le camere non sono una accanto all’altra?
 “Le sembrerà di stare a casa con un servizio alberghiero per le lenzuola, le asciugamani!”
 In quel momento amai profondamente TripAdvisor. Camere separate. Viva la privacy! Yeah!
 “Quale alloggio ha prenotato? Quanti posti letto?”
 - Due posti letto! Il mio compagno è in macchina.
 “Potete parcheggiare qui vicino. Le camere sono tutte molto vicine alla reception. Per la colazione potrete rivolgervi ai bar con noi convenzionati!”
 Dopo il parcheggio e il check- in, Osvaldo ci accompagnò in una casetta nel centro storico.
 Camminavo e intorno a me c’erano mura bianche, per un attimo pensai di essere in Grecia.
 Poi  arrivammo nell’alloggio. Fantastico.
 “Benvenuti. Questo come vedete  dalla  vecchia insegna che abbiamo lasciato dopo la ristrutturazione è una vecchia macelleria che abbiamo adibito a stanza d’albergo. Qui nel centro storico le case sono tutte ad “alcova e cammarin”. Ovvero nel monolocale c’è un soppalco in legno dove in passato dormivano i bambini e nella parte inferiore dormivano gli adulti, si cucinava e ci si passava il resto della giornata.”
 Feci un tuffo in una storia che non mi apparteneva, iniziai ad immaginare marmocchi, voci…Guardai il caminetto e apparvero magicamente delle donne che cucinavano sul fuoco.
 Fu lì che me ne innamorai.
 Sono passati cinque anni e  puntualmente torno quì con mio marito Giulio e mia figlia Sara.
 Perché dei posti ci si può innamorare…

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