domenica 1 dicembre 2013

Alberghi Diffusi: l'evoluzione della specie


Oggi in Italia il 70% dei Comuni conta meno di 5.000 abitanti. La diaspora dai piccoli centri che ha caratterizzato i decenni scorsi ha creato una quantità enorme di borghi dismessi e paesi fantasma: il Politecnico di Milano, l’università di Ascoli Piceno e la Federico II di Napoli hanno mappato i paesi che rischiano l’estinzione e la realtà che ne risulta non è affatto confortante, soprattutto se si considera che questi centri rappresentano storicamente l’ossatura dell’identità urbana e culturale italiana.
Nonostante quest’analisi sconfortante, cronicizzata dall’assenza di infrastrutture, servizi e lavoro, esistono segnali di cambiamento importanti di cui vale la pena parlare.
Il fallimento del sistema economico che ci ha portato a questa grave crisi ha indotto a ripensamenti importanti non solo per quanto riguarda lo stile di vita, ma anche il modo di vedere il territorio. Il ridotto potere d’acquisto, la bruttezza dei servizi di massa, l’eccesso di cemento e frenesia, la portata distruttiva di una politica ambientale e culturale totalmente priva di visione ci hanno condotto alla necessità e al desiderio di reinventarci.
Forse è da qui che sono nati gli Alberghi Diffusi, un modello di turismo sostenibile che unisce la tradizionale ospitalità italiana alla tutela delle risorse del territorio, trasformando piccoli borghi dimenticati in luoghi di indimenticabile accoglienza.
Leggete il resto di questo articolo in italiano e in inglese qui:
https://www.facebook.com/pages/Associazione-Nazionale-Alberghi-Diffusi/268168846562052?ref=hl

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