domenica 22 settembre 2013

Albergo Diffuso Costauta, in provincia di Belluno


E' questo il 41° articolo che Anastasia Fontanesi dedica agli Alberghi Diffusi:
"C’era una volta un piccolo paese, affacciato sui pendii del Monto Zovo, tra le meraviglie naturali delle dolomiti bellunesi. Il piccolo borgo, affondava le sue radici nell’epoca medievale, conservando tutta la storia, gli aneddoti e la ricchezza della sua cultura per creare una vera e propria realtà autonoma, con una lingua locale e caratteristiche uniche, in tutta la Val Comelico. Il suo nome era Costalta ed era facilmente riconoscibile grazie alle sue particolarità architettoniche e alle produzioni artistiche come scultura, pittura e poesia. Un gioiello di valore inestimabile, un piccolo centro abitato animato da cultura, antiche tradizioni e la semplicità della vita di paese, che ad oggi è probabilmente una delle più grandi ricchezze culturali del nostro Paese.
Fino ai primi anni del ’900, tutte le case erano in legno, costruite con l’antichissima tecnica del Blockbau (tronchi di legno incastrati tra di loro) e caratterizzate dai classici tetti spioventi, l’unica struttura locale in muratura era la chiesa, uno dei fulcri della vita di comunità. Con l’arrivo della modernità, arrivarono ovviamente anche i primi cambiamenti, il legno e le sue strutture furono sostituiti da case ben più moderne, andando però a demolire e a privare il borgo della sua anima originale. Furono lasciate intatte solo una trentina di case, che rappresentano ad oggi il fulcro della storia del paese".

Trovate l'articolo integrale qui:
http://www.bobos.it/albergo-diffuso-41-costalta_71477.htm

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