domenica 24 febbraio 2013

Lo sviluppo turistico dei Borghi. Un post di Antonio Aromatario


Il presidente della Pro-loco di Castel del Monte, borgo di montagna abruzzese, fa alcune riflessioni  sulle prospettive di sviluppo del borgo nelle pagine del numero di dicembre del periodico locale Problemi. Attribuisce al turismo un ruolo marginale relegandolo ad una funzione di sopravvivenza, non di vero sviluppo (anche se la maggior parte dei lavoratori del borgo hanno una attività legata direttamente o indirettamente al turismo). Appare inoltre ancora incerto circa la possibilità o meno di puntare  sul turismo di massa, escludendo quest'ultimo solo per la carenza di adeguate strutture ricettive. Successivamente individua il turismo culturale, storico e archeologico come potenziale attrattore turistico che definisce inoltre come “mordi e fuggi” e inadeguato a generare una buona redditività.
Di seguito si riporta il testo dell'intervento preso in considerazione:
“L’unica possibilità di sopravvivenza, non tanto di sviluppo, potrebbe essere costituita dal turismo. Ma, di quale sviluppo si potrebbe parlare? Certamente non di quello di massa, perché l’intero territorio comunale è sprovvisto delle necessarie strutture ricettive. Si potrebbe pensare ad un tipo di turismo di natura culturale, storica, archeologica. E’ vero che potrebbe costituire un attrattore turistico, ma si dovrebbe parlare di un turismo del tipo “mordi e fuggi” che, alla fine, lascia poche sostanze economiche sul territorio.” 
A mio avviso nello spazio di poche righe sono contenute alcune delle convinzioni e degli errori di valutazione da ricondurre purtroppo alla situazione attuale di molti borghi italiani e più in generale allo sviluppo del turismo in Italia. Siete daccordo?

Antonio Aromatario

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