giovedì 27 dicembre 2012

un viaggio tra gli Alberghi Diffusi con Erika Mariniello



Vi propongo di seguito uno stralcio dell'articolo di Erika Mariniello sugli AD, apparso su AllyoucanItaly.it
"Addormentarsi tra le mura medievali di un borgo, aprire gli occhi la mattina e avere la sensazione di essere tornati indietro nel tempo, soggiornare in un hotel e sentirsi come a casa. Un sogno? In Italia è pura realtà! Basta scegliere uno degli oltre 60 alberghi diffusi dislocati qua e là nella nostra Penisola e sperimentare un nuovo modo di fare una vacanza. Per chi non ama i soggiorni in hotel questa soluzione è davvero l’ideale. Un po’ casa un po’ albergo, quello diffuso, non è altro che la possibilità di dormire all’interno di un nucleo urbano, solitamente un borgo o un piccolo paese. Camere che non occupano una struttura verticale, ma che si sviluppano in maniera orizzontale non molto distanti l’una dall’altra, al massimo 200 metri. Una nuova forma di ospitalità perfettamente compatibile con l’ambiente e una buona occasione per il recupero di realtà che, altrimenti, rischierebbero di cadere in disuso ed essere abbandonate. Dormire in un albergo diffuso può essere un’alternativa per chi è alla ricerca di una vacanza a contatto non con altri turisti, ma con chi risiede in un determinato paese, ne conosce la storia e ne vive le tradizioni. Per la colazione, il pranzo, semplicemente per una pausa caffè o un aperitivo, l’albergo diffuso offre la stessa accoglienza e la stessa qualità dei servizi di un hotel tradizionale. L’unica differenza è che le stanze si trovano tra i vicoli, in appartamenti diversi e le zone comuni agli ospiti solitamente si trovano nella piazza principale del borgo o nella via più frequentata. L’aspetto ancora più interessante è che l’albergo diffuso esiste solo in Italia e in nessun altro Paese è stato ancora replicato. Il primo è nato nel 1982 in Carnia, a Comeglians in Friuli Venezia Giulia e l’ultimo non è ancora stato aperto al pubblico ma, sarà quello di Gualdo Tadino in Umbria gestito da Eleonora Fioriti una giovane non ancora trentenne. La prima Regione a riconoscere questa tipologia di ospitalità è stata la Sardegna, nel 2002, ora sono ben 16 le Regioni che ne autorizzano l’apertura.
Se ci ripenso, ricordo di averne sentito parlare nel 2007.
Ero in Abruzzo, in provincia di Chieti e stavo girando un documentario di viaggio nella frazione di Buonanotte di Montebello Sul Sangro quando incontrai un architetto che per la prima volta mi parlò della possibilità di dormire in un albergo diffuso. Mi parlò dell’esperimento fatto a Santo Stefano di Sessanio sempre in Abruzzo e mi incuriosì molto. Mi spiegò quanto potesse essere utile ristrutturare delle abitazioni già presenti invece di costruire strutture ricettive nuove, della bellezza di dormire in un borgo e delle grandi potenzialità di questa idea. Forma di ospitalità messa a punto molto prima, nell’1982 da Giancarlo Dall’Ara, docente di marketing turistico dell’Università di Perugia e presidente dell’associazione Alberghi Diffusi.
Ricordo che per me fu una piacevolissima scoperta soprattutto perché amo viaggiare e credo che conoscere un posto non significhi soltanto averlo visitato o averci passato qualche giorno, ma aver vissuto a contatto con la gente del posto, aver assaggiato i piatti tipici locali e aver ascoltato storie e leggende da chi vi abita tutti i giorni.
(...)

Articolo integrale di Erika Mariniello qui:
http://www.allyoucanitaly.it/blog/sentirsi-a-casa-con-albergo-diffuso-in-italia

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