lunedì 24 settembre 2012

Se la politica si impossessa dell’albergo diffuso...





Per molto tempo ho pensato che l’idea di definire “albergo diffuso” anche una struttura composta da case sparse, lontanissime tra di loro, non in grado pertanto di offrire servizi alberghieri agli ospiti (assistenza, pulizia quotidiana delle camere, spazi comuni…), non valesse neppure la pena di essere contrastata, tanto mi sembrava assurda.
Come si fa - ho sempre pensato - a imporre agli ospiti che soggiornano in un AD, viaggi di km per raggiungere gli altri amici/turisti collocati magari in case situate in altri Comuni? Come si fa ad imporre a chi seglie l'albergo diffuso "modello sostenibile", di fare km in auto semplicemente per andare al ristorante o alla reception? Mi sembrava una cosa talmente contraria al modello dell’AD e alla prima norma in materia, che ho seguito direttamente (Sardegna, 1998), che l'ho sempre ritenuta circoscritta e “marginale”.
Invece non è così.
Ora infatti è un pullulare di idee simili. A Feltre vogliono fare un albergo diffuso con camere e case nelle frazioni, in Puglia (regione nella quale hanno definito Alberghi Diffusi anche i centri raccolta immigrati; il che è tutto dire) adesso progettano alberghi diffusi che dovrebbero essere sparsi su territori ancora più ampi. L'elenco di questi progetti (che per fortuna il più delle volte restano nel cassetto perché ingestibili), credetemi, sarebbe enorme.
Va da sè che quelle forme di ospitalità, del tutto legittime, vanno chiamate con un altro nome, perchè non sono alberghi, ma forme di Ospitalità Diffusa http://www.slideshare.net/dallara
Ora il problema è questo: come si fa a farlo capire ad Assessori improvvisati? Ad architetti creativi, a gente che non si occupa di ospitalità e non capisce le problematiche gestionali? Perchè il problema è anche questo: se hai case distantissime e vuoi farne un albergo diffuso, come fanno a tornare i conti? Come si fa a dire loro che albergo è una parola che ha un significato preciso, che i turisti capiscono bene, che non può essere manipolata. Se un turista prenota qualcosa che si chiama albergo non è contento e non si aspetta di finire in una casa “lontana”, o in un appartamento di una frazione lontana. In Italia il termine “albergo” che precede l’aggettivo “diffuso”, è tutelato dalla legge dello Stato. E dovrebbe essere difeso non solo da noi, ma anche dalle Istituzioni.


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