martedì 18 settembre 2012

In volo sulle dolomiti lucane, un articolo de La Stampa


Tratto da La Stampa 19 luglio 2009- articolo di Carla Diamanti
Il sole è sempre cocente, da queste parti. Lo si capisce dai segni che gli ha lasciato sulle guance brune e sulla fronte, che ora ripara dal riverbero con la mano. Protetto dall''esiguo spazio di ombra delle sue stesse dita, lo sguardo di Giovanni sale verso l''alto trascinando come un magnete anche il nostro, riparato dietro gli occhiali da sole. Veloce, una sagoma lunga attraversa il cielo. "Arrivano da mezzo mondo", ci informa Giovanni, "perché pare che in Italia queste emozioni le possano provare soltanto qui".
La mano si stacca dalla fronte per disegnare un arco. Percorre in linea d''aria l''orizzonte disegnato dalle vette frastagliate che le leggende popolari hanno ribattezzato gufo, aquila reale, civetta, bocca di leone. Le riconosciamo subito anche noi, le sagome dei racconti, seguendo il gesto di Giovanni.
Ma le emozioni di cui parla sono ben altre. Per provarle, appunto, arrivano proprio da mezzo mondo in questo angolo misconosciuto di Italia per provare il brivido di scivolare sospesi in aria su un cavo d''acciaio il percorso più lungo d''Europa. Millecinquecento metri insaccati dentro un''imbracatura, protetti da un casco e preparati per una memorabile scarica di adrenalina.
Il viaggio dura poco, appena un minuto e mezzo (a una velocità che sfida i 120 chilometri orari) ma se si riesce a tenere gli occhi aperti per tutto il tragitto il ricordo della gola a strapiombo, punteggiata dai fiori gialli delle ginestre e dei tetti delle case di pietra arroccate agli speroni rocciosi sono indimenticabili. Se invece la velocità e l''emozione spingono le palpebre a congiungersi strette strette, allora si replicherà dal divano di casa, riguardandosi l''impresa filmata con una telecamera che si può noleggiare prima di volare.
Lo scenario su cui ci si libra è quello maestoso del parco nazionale Gallipoli Cognato, un lembo di terra che abbraccia le province di Matera e di Potenza. Un''oasi di foreste verdi interrotte dal giallo dei fiori della Linaria Dalmatica, piuttosto rara in Italia, e segnate da sentieri e mulattiere che salgono per i boschi e guidano gli appassionati di birdwatching. Le guglie appuntite delle montagne nascondono nidi di nibbi reali, di gheppi e di falchi pellegrini, mentre assomigliano a nidi anche le casette appollaiate sulle rocce. Sparpagliati nel parco i borghi medievali, molti nati da fortificazioni costruite dai saraceni, disegnano un paesaggio irreale, quasi lunare.
La suggestione ci accompagna mentre guardiamo la valle ascoltando Giovanni, che ci racconta la storia di questi luoghi. Pietrapertosa, per esempio, ha un nome che ricorda in dialetto la roccia forata ("pertusa", appunto). La scalinata su cui ci siamo inerpicati seguendolo per i vicoli è molto antica e ci ha portato fino al balcone del belvedere, un angolo privilegiato per lo spettacolo sulla valle del Basento e sullo scenario del "volo dell''angelo". Le antiche scale di pietra, che insieme al torrione ricordano il primo abbozzo di quello che ha appena ricevuto il riconoscimento per essere uno dei borghi più belli d''Italia, risalgono al periodo normanno quando Pietrapertosa crebbe attorno alla prima fortificazione dell''anno Mille, opera dei saraceni. La valle ai nostri piedi è maestosa e fa da contrappunto singolare alle piccole case del paese, schiacciate lungo stradine ripide e tortuose, abbellite da minuscoli orti ricavati nei pochi spazi disponibili e creati con terra di riporto.
Sembra quasi impossibile che proprio qui, dove il tempo sembra immoto, si venga a sfidare la paura. Da qui infatti parte la linea di San Martino, la più corta (1415 metri di lunghezza, fino a una velocità massima di 110 chilometri orari) delle due su cui si sperimenta il "volo dell''angelo".
All''estremità opposta del cavo di acciaio, Castelmezzano dall''alto dello sperone cui è ancorato aspetta gli spericolati e a sua volta ne lancia altri lungo la linea Peschiere, sulla quale si raggiunge la velocità più elevata. Unito al suo dirimpettaio dallo stesso riconoscimento che lo include tra i borghi più belli d''Italia, Castelmezzano accoglie i visitatori oltre una galleria scavata nella roccia che serpeggia fra le case e culmina sulla piazzetta del belvedere. Balconi fioriti, case arroccate, scalinate che tratteggiano il borgo quasi come se fossero tagliuzzate con gigantesche forbici: questo è oggi l''antico bastione medievale fortificato in epoca saracena ma fondato, secondo i racconti di Giovanni che ci riporta le credenze popolari, da un pastore in fuga proprio dai saraceni e che perciò decise di nascondersi su questi monti.
Poco più di mille metri di altitudine ma un aspetto scarno e selvaggio, tanto che queste vette sono conosciute come le Piccole Dolomiti Lucane, meno conosciute ma altrettanto affascinanti delle più famose cime del nord est d''Italia (queste ultime da poco inserite nella lista dei Patrimoni dell''Umanità). Chissà se sono state proprio le impervie vie di comunicazione, quelle stesse che hanno contribuito a mantenere integro questo territorio e le sue popolazioni, a suggerire l''idea di annullare le distanze attraverso un cavo di acciaio sospeso. Chissà se è stato invece il piacere di condividere lo spettacolo mozzafiato che si coglie soltanto dall''alto.
Continuiamo a interrogarci, mentre con lo sguardo seguiamo gli intraprendenti uomini volanti appassionati del brivido. Noi, dal belvedere di Pietrapertosa bagnato di sole, ci godiamo il brivido del panorama: anche quello merita un viaggio.
Dolomiti lucane dall''alto
Fino al 23 settembre tutti i giorni tranne lunedì (ad agosto aperto anche di lunedì) è possibile sperimentare il "volo dell''Angelo" su due percorsi con dislivello di 118 e 130 metri. Si parte poco oltre i mille metri di quota e si vola fino a 120 chilometri orari in circa un minuto e mezzo. Per immortalare il momento è possibile noleggiare una telecamera da portare durante il volo. Il costo del biglietto è di 30 euro fino al sabato e di 38 euro la domenica. Bisogna avere minimo 16 anni e pesare tra 35 e 120 chilogrammi.
Per informazioni: tel. 0971.986020 (Castelmezzano) e 0971.983110 (Pietrapertosa), www.volodellangelo.com
Per dormire: Le Costellazioni (a Pietrapertosa, tel. 0971.983035, www.borghidibasilicata.eu) è il primo "albergo diffuso" della regione. 13 autentiche case tipiche (c''è persino il vecchio locale della posta) trasformate in punti di accoglienza anche con uso di cucina e ribattezzate con i nomi delle costellazioni. 

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