giovedì 30 agosto 2012

L'Albergo Diffuso non interessa all'Assessore del Veneto Finozzi


PIEVE DI CADORE. «L’albergo diffuso», ha affermato il sindaco di Pieve di Cadore, Maria Antonia Ciotti, al termine di un incontro che ha avuto a Belluno con i vertici della strutture turistiche provinciali e finalizzato alla modifica della nuova legge sul turismo, «allo stato attuale non interessa la Regione. Nel faccia a faccia che ho avuto in merito alla modifica della legge, che, se non emendata, sarebbe oltremodo dannosa per la montagna», ha aggiunto il primo cittadino, «l’assessore regionale al Turismo, Marino Finozzi, intervenendo nella discussione, ha affermato a chiare lettere che l’albergo diffuso non rientra tra quanto previsto dalla Regione; e ha spiegato come questa forma di accoglienza non possa risolvere nessun problema in materia di economia turistica. Io sono convinta, invece», ha aggiunto il sindaco, «che questo modo di proporre l’accoglienza, specialmente per i paesi di montagna, potrebbe tornare molto utile, consentendo il recupero di piccole strutture ubicate nei paesi e contrastare in questo modo lo spopolamento. Ho seguito con attenzione il lavoro di Laura Fregona, che ha presentato in Magnifica la sua tesi su Cibiana, e sono convinta che, per quel paese come per molti altri del Cadore, l’albergo diffuso potrebbe rappresentare invece una buona opportunità. E i risultati ottenuti nei paesi della Carnia, dov’è stato già adottato, lo dimostrano».
Stando alla tesi di Laura Fregona, la ricercatrice neolaureata che ha svolto una accurata ricerca su questo argomento, l’albergo diffuso potrebbe essere il futuro del turismo cadorino. I motivi sono più d’uno: la difficoltà di mantenere in attività gli attuali “alberghi verticali” tradizionali; l’esistenza in Cadore di piccoli agglomerati urbani ideali per essere adattati a questo nuovo e più razionale modo di fare turismo e la possibilità offerta dall’albergo diffuso di produrre un reddito che, pur non essendo sufficiente per mantenere una famiglia o un’azienda, può comunque integrarlo in modo piuttosto significativo».
Ci sono già 16 Regioni italiane che hanno legiferato sull’albergo diffuso. La Regione Veneto avrebbe dovuto approvare una legge sull’argomento entro l’anno, ma l’intervento dell’assessore Finozzi a questo punto ne ha fermato l’iter. E non si sa più quale potrebbe essere il suo futuro. Il termine “albergo diffuso” ha avuto origine in Carnia, nel 1982, con l’obiettivo di recuperare turisticamente case e borghi ristrutturati a seguito del terremoto del 1976. L’albergo diffuso è stato però messo a punto da Giancarlo Dall’Ara, docente di marketing turistico, ed è stato riconosciuto in modo formale per la prima volta in Sardegna con una normativa specifica che risale al 1998. (v.d.)
Senza parole!
l'articolo è tratto dal Corriere delle Alpi

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