lunedì 16 luglio 2012

Gli Alberghi Diffusi della terza Italia

Ammetto subito che dell'articolo che vi incollo di seguito mi ha colpito il titolo, ed in particolare l'espressione "terza Italia", che forse ha colpito anche voi. Comunque eccolo di seguito:
"Chi non ha sognato almeno una volta durante un viaggio di soggiornare in un luogo che avesse tutti i servizi di un hotel, ma con l’intimità e la comodità di casa propria?!
E’ questa infatti l’idea che risiede alla base degli Alberghi Diffusi, “un po’ casa, un po’ albergo” come vengono definiti dal loro fondatore Giancarlo Dall’Ara. Un’idea e un progetto totalmente Made in Italy che ha suscitato interesse in tutto il mondo, fino a vincere 3 importanti premi internazionali del turismo e a essere presentato come modello di successo da alcune delle principali testate giornalistiche mondiali (per citarne tre: National Geographic, New York Times e SudDeutsche Zeitung).
(...)
L’idea è estremamente interessante in quanto mira a recuperare edifici abbandonati al loro degrado, a restaurarli (evitando quindi ulteriori costruzioni edilizie e cementificazioni) e a dare al borgo una possibile fonte di introito: si tratta di un vero e proprio progetto di marketing turistico – territoriale. Gli AD  si sono sviluppati negli anni, moltiplicandosi in molte regioni d’Italia e anche all’estero (il primo in Spagna). Una perfetta via di mezzo tra l’agriturismo, troppo fuori città e il bed&breakfast, bello ma è “casa di altri”, l’AD è una grande intuizione che ha saputo cavalcare l’onda di un turismo ancora nascente, ma sempre più conosciuto e apprezzato: quello dei borghi storici.
Quella che ho chiamato nel titolo la “terza Italia”, non è altro che l’Italia dimenticata, poco conosciuta, poco frequentata, ma che ha determinato la nostra cultura e le nostre tradizioni, insomma l’Italia che ha formato l’Italia. Se la prima Italia (parlando sempre in senso turistico) è quella dei grandi itinerari, come Roma, Firenze, Venezia, la seconda Italia è costituita da tutte quelle città minori, ma comunque molto visitate (penso a Bologna, Ravenna, Siena, Arezzo), la terza è invece rappresentata dai piccoli borghi che solo i viaggiatori più attenti conoscono e sanno apprezzare.
Vivere l’esperienza di un AD in un borgo italiano significa entrare a far parte della comunità ospitante, vivere veramente il luogo in cui si soggiorna e soprattutto viverlo autenticamente. Autenticità, ecosostenibilità e, perché no!? Fascino. La maggior parte degli AD, infatti, sono tutti ricavati da antichi edifici ristrutturati tenendo conto del contesto in cui si trovano e riportandoli alla loro originalità, il risultato è semplicemente meraviglioso.
Author: Anastasia

Tratto da http://www.bobos.it/gli-alberghi-diffusi-della-terza-italia_43964.htm

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