venerdì 17 febbraio 2012

Piccoli Comuni e Turismo

"C’è una domanda crescente nei centri minori, legata alla tradizione enogastronomica tipica e di conseguenza al turismo del tipico. Turisti che cercano luoghi autentici dove possono vivere un’esperienza originale; accrescere le conoscenze e la cultura; entrare in contatto con la storia e le tradizioni locali; stabilire relazioni umane con gli abitanti (ANCI, 2011). È il turismo esperienziale, inquadrabile in quell’esperienza che il turista compie vivendo momenti di vita quotidiana della destinazione che visita, partecipando attivamente e in prima persona alle attività che vi si svolgono. Certamente, si va a scavare nelle tradizioni, negli usi e costumi di una località per permettere da un lato al visitatore di poter godere (visivamente e materialmente) di un’esperienza autentica, unica e personale; dall’altro si influisce direttamente sulla vitalità della destinazione e sulla riscoperta delle proprie radici da parte della popolazione locale, agendo indirettamente sulla sfera sociale.I Piccoli Comuni italiani hanno un patrimonio artistico e culturale di grande importanza, che viene testimoniato anche dall’ampia offerta culturale di Musei, monumenti, borghi ed aree archeologiche statali sui propri territori. Accanto all’offerta alberghiera, il ruolo degli Agriturismi e dell’Albergo Diffuso quali strutture ricettive alternative cresce di anno in anno. Infatti, il numero di quanti scelgono di trascorrere una vacanza in agriturismo è in aumento: il desiderio di vivere a contatto con la natura, di conoscere le tradizioni locali e i prodotti tipici, di riscoprire le cose semplici e di stabilire un rapporto diretto con le persone del posto, sono tra le principali motivazioni per una simile scelta". da un articolo di Pasquale Stroia, Costruire Turismo

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