martedì 28 febbraio 2012

Il recupero di un borgo rurale in Liguria: l'Albergo Diffuso di Apricale

L’albergo diffuso è una nuova forma di ricettività turistica totalmente made in Italy che sta guadagnando sempre maggiori consensi sul palcoscenico internazionale. I suoi punti di forza sono infatti numerosi: il forte legame con il territorio, la localizzazione all’interno di aree rurali di particolare interesse e in borghi che presentano ancora una comunità viva. Quest’ultimo aspetto è particolarmente rilevante se si considera che sono proprio le interazioni con gli abitanti ad essere ricercate dai nuovi turisti. Ma qual è il legame che l’albergo diffuso ha con il paesaggio? Ovvero con l’elemento che la maggior parte dei viaggiatori considera ancora prevalentemente dal lato puramente estetico, soggettivo. Certamente il termine “paesaggio” evoca scenari mozzafiato, vedute panoramiche che incorniciano l’esperienza del turista e che suscitano ammirazione, ma il forte legame che l’albergo diffuso ha con il luogo in cui si trova, crea una nuova possibilità di analisi del rapporto tra la nuova modalità ricettiva e il paesaggio in cui è inserita. Nello studio del caso del borgo di Apricale e del suo albergo diffuso “Muntaecara”, si voleva verificare se il paesaggio avesse avuto un ruolo decisivo nella scelta della destinazione di soggiorno da parte dei turisti. I questionari e le interviste sottoposti ad alcuni clienti dell’albergo diffuso avevano proprio questo scopo: hanno dimostrato che il paesaggio ha sì un ruolo rilevante in quanto attrattore di nuove attività turistiche, ma solo in un secondo momento, ovvero nel momento della fruizione turistica, quando i visitatori giungono ad Apricale. Il paesaggio non rappresenta perciò, in questa prima fase di attività del “Muntaecara”, l’elemento decisivo attraverso il quale i turisti basano la decisione del luogo di soggiorno. L’elemento rilevante per la scelta del luogo di soggiorno da parte dei turisti è ancora, infatti, la novità rappresentata dall’albergo diffuso. Tuttavia la complessità del paesaggio apricalese è stata molto apprezzata da chi visitava il luogo per la prima volta: le grandi opere di terrazzamenti, il manto boschivo e la stessa struttura insediativa rendono il paesaggio del borgo ligure particolare. Si propone perciò in questa sede un approccio diverso al paesaggio, ovvero la pianificazione di itinerari non solo eno-gastronomici e culturali (peraltro compiti obbligati nell’attività di un albergo diffuso), ma volti alla spiegazione delle complesse dinamiche storico-sociali e ambientali che nel corso dei secoli hanno portato alla formazione di un paesaggio così complesso. Sarebbe infatti interessante che i turisti non si fermassero all’approccio soggettivo del paesaggio e alla sua componente puramente estetica, ma è importante che essi vengano a conoscenza delle dinamiche di formazione del paesaggio apricalese. Quest’ultimo non è infatti il risultato di tentativi casuali operati da parte della popolazione per modellare il paesaggio, ma è il risultato preciso del sistema tradizionale agro-silvo-pastorale, presente in quei luoghi da secoli. La creazione di questi itinerari “didattici” sarebbe di sicuro successo se attuata in concertazione tra enti locali e gestori dell’albergo diffuso, proprio per testimoniare ancora una volta il forte legame tra la nuova modalità ricettiva e il paesaggio in cui è inserita. Gli itinerari così pianificati sarebbero un ulteriore contributo a un’offerta turistica di già grande successo, permettendo al turista di vivere un’esperienza veramente completa e consapevole.
Tesi di Laurea specialistica 2010-2011: Il recupero di un borgo rurale dell’entroterra ligure attraverso l’aiuto di strumenti turistici: il caso dell’albergo diffuso di Apricale - abstract
di Tiziana Pandini tizianapanda@libero.it

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