venerdì 9 dicembre 2011

Il Futuro dell'Albergo Diffuso



Sono passati ormai diversi anni da quando la Regione Sardegna, su mia insistenza, ha introdotto per prima in Italia (e anzi, al mondo), l’Albergo Diffuso nella sua normativa, autorizzandone l’apertura. Era il 1998. Il consuntivo di questa storia lo trovate nel sito www.albergodiffuso.com alla pagina “Osservatorio”. Qui proviamo a gettare un breve sguardo sul futuro.
Io penso che gli alberghi diffusi continueranno ad aumentare (oggi è stato riconosciuta la 55esima struttura), ma continuo a pensare che non diventeranno mai un numero enorme, e ciò a causa del modello, che se da un lato garantisce all'ospite di trovare una proposta autentica, dall'altro lato impone dei vincoli che non tutti gli operatori, o i territori, sono in grado oggettivamente di garantire.
Continuo ad ipotizzare anche uno sviluppo all'estero soprattutto nei paesi dell'ex blocco sovietico, dove oggi ci sono diversi progetti, nati soprattutto alla ricerca di finanziamenti comunitari. Lo sviluppo all’estero (già tentato in paesi come la Svizzera e la Croazia) dipenderà molto anche dall’atteggiamento delle Istituzioni Italiane che fino ad oggi si sono limitate a riconoscere l’AD, qualche volta a “pubblicizzarlo”, mai a promuoverlo come modello made in Italy.
Restando in Italia la diffusione degli AD dovrebbe riguardare più di oggi anche le località balneari, ma forse l’aspetto più singolare sarà lo sviluppo di AD a tema, declinati cioè in base alle passioni del gestore o in base alle unicità del territorio.

1 commento:

  1. Buon giorno, sono Sara Vitali, neolaureata in turismo, territorio e sviluppo locale all'università Milano Bicocca, l'albergo diffuso è stato soggetto della mia tesi finale, dal titolo: Albergo diffuso, formula sostenibile di sviluppo turistico. Un progetto per le Valli del Lario e del Ceresio.
    In quest'occasione vorrei condividere qui l'idea che ho elaborato durante la stesura del mio elaborato. Pensando al futuro di questa tipologia di struttura ricettiva, sono convinta debba essere più ecologico di quanto non lo sia stato fin'ora per questo ho ideato una proposta.
    I criteri ecologici in questione dovrebbero essere inseriti gradualmente nella realtà albergo diffuso, seguendo alcune fasi, la prima: non essere obbligatori ma essere un riconoscimento chiaro ed evidente degli sforzi fatti da alcune strutture. Suggerirei di iniziare coinvolgendo l’associazione AD per le tre strutture maggiormente eco-friendly. Questo è un metodo efficace per ottenere tre obiettivi:
    - far emergere le realtà maggiormente virtuose, farle conoscere e riconoscere pubblicamente i loro meriti;
    - dare importanza anche al lato ecologico della sostenibilità, lato che non è considerato correlato alla filosofia del modello albergo diffuso da alcune strutture;
    - permettere di presentare l’associazione e le strutture all’estero come vero made in Italy unitario, patrocinato dallo stato e non dalle singole regioni. Ciò si può ottenere coinvolgendo altre associazioni turistiche con filosofie di vita simili, enti e possibilmente anche il ministero del turismo, collaborare con il settore pubblico a livello nazionale.

    di questo ed altri temi relativi alla sostenibilità scrivo nel mio blog, questo l'indirizzo: http://sustainabletourismworld.wordpress.com/

    Sara vitali

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